Oderzo, troppa burocrazia: panevin a rischio

Il panevin di Fratta, frazione di Oderzo, è a rischio per troppa burocrazia. L’allarme sulla tradizionale chiusura delle feste natalizie, arriva dal gruppo di 15 amici che dal 1997 cura il falò del 5 gennaio. Come scrive Niccolò Budoia su La Tribuna a pagina 36, nelle precedenti 20 edizioni non c’erano stati problemi ma, dopo i fatti di piazza San Carlo a Torino, l’annuale ritrovo si trova a dover fare i conti con regole più stringenti. Le nuove norme sulle attività all’aperto approvate dal Parlamento lo scorso giugno, impongono infatti di allestire vie di fuga per evitare eventi di panico di massa come successe nella piazza piemontese per un falso allarme attentato.

Nel caso del panevin di Fratta la gente deve essere distante almeno 100 metri dal falò e ogni rogo dev’essere presidiato dai pompieri. Ma perchè sia tutto a norma, gli organizzatori devono affrontare lo scoglio delle carte: «la legge ci impone anche di presentare un disegno tecnico predisposto da un professionista. È assurdo. Non possiamo star qui un anno a compilare carte per una sola notte», si sfoga  un membro del gruppo. Non è quindi certo che i panevin possano essere allestiti in tempo. Lo denuncia anche il sindaco di Oderzo Michele Sarri che attacca: «il governo prenda atto che non esiste solo la politica nazionale. I parlamentari non possono dimenticarsi del territorio da cui provengono e delle tradizioni».

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