Breve guida ai regali letterari di Natale

Non sapete cosa regalare a Natale? Vi consigliamo di scegliere un libro. Non avete idea di quale? Vi suggeriamo noi un paio di titoli

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Purtroppo le feste comandate incombono con regolarità e non possiamo sottrarci. Natale è una di queste, oramai a un tiro di schioppo. Ci saranno i pranzi, le cene, con un po’ di fortuna anche qualche regalo – dubito che la sbandierata ripresa sia poco più di una fake new, quindi mi tengo basso riguardo alle aspettative.

Considerato che i cosiddetti regali utili sono decisamente mal visti nella nostra società del consumo, il consiglio è se non altro di evitare di farne di troppo stupidi. A tal proposito sarebbe una buona idea donare ai vostri famigliari qualcosa che li aiuti a compiere un piccolo passo avanti nella scala evolutiva, magari facendoli passare dallo stato di Homo Oeconomicus a quello di Sapiens. Cosa, in particolare? Beh, un libro, per esempio. Stop, fermi tutti! Se l’idea è quella di regalare uno dei soliti best seller da supermercato, tanto vale propendere per la consueta vestaglia da casa, o un bel set di coltelli. Un ottimo proposito sarebbe quello di optare per un buon libro, magari pubblicato dalle case editrici meno commerciali e blasonate. Ce ne sono tante e sono quelle che realmente propongono prodotti letterari di qualità. Manca solo il vostro coraggio per sceglierle. Avanti, non fate come sempre i pecoroni che si buttano su quei dieci titoli che di solito si mettono nel carrello accanto al detersivo – sia detto tutto ciò senza offesa per il detersivo.

Non sapete che pesci pigliare? È comprensibile, se non siete degli addetti ai lavori. Sicuramente i media vi terranno all’oscuro di tutte quelle uscite che a loro non fa comodo pubblicizzare. Pertanto, si scusi la tracotanza, ci permettiamo qui di darvi alcuni spunti per i vostri acquisti. Sia chiaro: zio Vincenzo non vi perdonerà mai di avergli donato un testo, inducendolo così a pensare, ma voi avrete compiuto una buona azione.

Procediamo dunque con ordine. La maggior parte di voi, sicuramente, sarà alla ricerca di un romanzo. Cosa regalare? L’altissima letteratura non è nelle corde dei vostri famigliari? Diciamo che trovano i testi troppo esistenziali e “letterali” una scocciatura? Magari vorrebbero farsi pure due risate quando, alla fine di una lunga giornata di lavoro, si sdraiano a letto e sfogliano un libro – la cosa è ben più che comprensibile. Allora, niente di meglio che leggere il più grande sottovalutato dei romanzieri italiani. Sto parlando di Francesco Consiglio con il suo Le molecole affettuose del leccalecca, Baldini&Castoldi, 2014. Questo scrittore, bisogna dirlo, ha una caratteristica davvero rara: ti fa slogare la mascella dalle risate anche quando racconta storie di vita malinconiche e allucinanti. Uno spasso garantito, per riflettere, ma con genuina ironia. Inutile ribadirlo, è consigliatissimo. Lo si può reperire anche in ebook, questo testo come i precedenti (anzi, quelli sono proprio a due lire, con 3 euro vi portate a casa due libri).

Siete, invece, di quelli che hanno la fissa per i romanzi impegnati che parlano di vita vera? Abbiamo quel che fa al caso vostro, come disse il commesso zelante: Francesco Dezio, Nicola Rubino è entrato in fabbrica. Il testo era stato pubblicato in origine da Feltrinelli ed è stato rilanciato adesso nelle edizioni di TerraRossa di Giovanni Turi. Si tratta di un volume imperdibile. Veloce, agile, mai una parola di troppo; eppure tagliente, affilato, una denuncia senza pari che Dezio muove avvalendosi di un sarcasmo spietato contro il mondo alienante del lavoro in questi tempi 2.0. Si tratta di una storia ispirata ad alcune esperienze vissute dall’autore in prima persona. Dezio sa quello che fa, l’ha sempre saputo. Anche Saviano, quando era ancora un critico serio, lo recensì con tutte le ciliegine al loro posto sulla torta. Quindi, invece dell’autore di Gomorra, il mio consiglio è di propendere per un autore da lui consigliato. Magari potreste scoprire che il recensito è meglio del recensore.

Se poi preferite gli stranieri e siete appassionati di distopie (ovvero, i racconti sui possibili futuri catastrofici a cui potremmo andare incontro) non si può prescindere da Guerriglia di Laurent Obertone, pubblicato dalla neonata Signs Books. In questo romanzo si racconta di una ipotetica rivolta delle banlieue parigine, fino alla presa del potere da parte dell’Islam. Dopo Houellebecq, il giovane Obertone è uno dei pochi francesi che valga la pena di essere letto. Consigliato a tutti quelli che se ne fregano del politicamente corretto.

Un autore che invece proprio non potete farvi sfuggire – e che sarebbe consigliabile acquistare non solo a Natale, ma durante tutto il corso dell’anno – è Franz Krauspenhaar. Inutile spendere troppe parole sul suo conto perché, questo italiano dal cognome tedesco, è uno dei più grandi esempi di letteratura del nuovo millennio. Il suo Grandi Momenti da solo giustifica e rende onore alla NeoEdizioni, la casa editrice che ha avuto l’encomiabile idea di pubblicarlo.

Vi piace la poesia? Dio vi benedica! Tralasciando Dante e l’oramai pompatissima Alda Merini, perché non buttarsi su qualcuno dei tanti autori in circolazione che vengono purtroppo letti solo da pochissimi? Un esempio? Potreste scegliere il già da noi recensito Bruno Brunini, con il suo Enclave, La Vita Felice, 2017. Un raro caso di perfetta sintesi tra poesia civile e lirismo. Credetemi, come Brunini ce ne sono pochi oggigiorno. Dopo la morte dei grandi nomi del Novecento, lui costituisce realmente un unicum.

Desiderando, invece, un tipo di poesia più affine alla tradizione italiana intimista e sentimentale, i titoli sono svariati e, inutile nasconderlo, prevalentemente femminili. Si segnala a tal proposito Alessandra Distefano, poetessa siciliana con diverse prove alle spalle (la prima delle quali vedeva una prefazione nientemeno che di Alda Merini). Questa volta si presenta con ben due titoli pubblicati l’uno a breve distanza dall’altro: Due così, per i tipi di La Vita Felice (prefazione di Alessandro Quasimodo, figlio del noto Primio Nobel) e il romanzo in versi Hotel Pension Cosmopolita, Edizioni Arianna. Adatti per chi ama una poesia dal sentimento intenso e vitale.

Per chi non fosse invece indirizzato unicamente alle nuove uscite – e, del resto, tutto ciò che non si è letto è nuovo! – vi sono due autori ideali per i lettori dallo stomaco forte e l’animo inquieto. Il primo è un poeta che, chiunque voglia dirsi lettore di poesia, qui in Italia, dovrebbe aver preso in mano. Si tratta del principe dei poeti maledetti, Simone Cattaneo, con la raccolta Peace&Love, Il Ponte del Sale, 2015. Il poeta è morto suicida e bisognerebbe proprio essere dei bugiardi incalliti per nascondervi che la sua lirica è un pugno al basso ventre. Forse non è l’ideale come regalo di Natale ma, proprio per questo motivo, direi che farne dono sarebbe il miglior dispetto a queste maledette regole di mercato e alla terribile condanna del nostro tempo alla felicità imposta per tutti.

Il secondo poeta che consiglio è morto quest’anno ed è stato un gigante, ingiustamente non riconosciuto nella sua incommensurabile valenza e innovazione compositiva. Parlo di Attilio Lolini. Il consiglio, se non volete darvi troppo da fare per rimediare uno dei tanti testi da lui pubblicati per Obliquo Edizioni, è di prendervi l’auto antologia in cui è raccolto il meglio della produzione di una vita: Notizie dalla necropoli, uscito per Einaudi. Dopo che avrete finito di leggerlo, vi renderete conto che i migliori hanno tutti lo stesso problema: scrivono troppo poco in proporzione al nostro desiderio di essere sommersi dalla loro grandezza.

Se poi del romanzo e della poesia non vi importa granché e siete gente a cui interessa la riflessione sull’attualità, magari un poco più approfondita di quella che si trova sui giornali(etti), anche sulla saggistica abbiamo almeno due consigli imprescindibili. Il primo è Philippe Muray con il suo pamphlet uscito in Francia negli anni ’90 e da noi quest’anno, L’Impero del Bene, per Mimesis Edizioni. Su Muray non serve dire molto. Come ve la racconta lui la realtà, in poche pagine e infilando una serie di stilettate ironiche una dietro l’altra, è al di là di qualsiasi possibile paragone. È superfluo poi che vi precisi cosa sia l’impero del bene, visto che ci vivete dentro.

Per concludere, se siete di quelli che “meglio dare i miei soldi a un ragazzo italiano”, non potete che comprare, sicuri di fare un affare, il nuovo libro di Paolo Borgognone, Generazione Erasmus, OAKS Edizioni. Sicuramente, se avete figli abbastanza grandi, vi avranno chiesto di mandarli in Erasmus. Borgognone vi spiega, senza ombra di dubbio, come quei delinquenti, dopo che gli avrete mandato un ragazzo sano di mente e magari anche provvisto di qualche valore, vi restituiranno un completo idiota.

Bene, noi i consigli ve li abbiamo dati. Cercate di farne tesoro. Con lettera 32 ci vediamo l’anno prossimo. Per il resto, andateci piano con lo spumante e leggete. È l’unica ricchezza che vi resti di questi tempi.

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  • Lupis Tana

    “Dopo che avrete finito di leggerlo, vi renderete conto che i migliori
    hanno tutti lo stesso problema: scrivono troppo poco in proporzione al
    nostro desiderio di essere sommersi dalla loro grandezza!”

    Finalmente un bell’intervento di Fais e disfis (circa l’erasmus).

    grazie dei titoli e vedrò di comperarne un paio compreso il “tedesco” italiano.

    a mia volta se posso, consiglio “sangue e arena”, di B. Ibanez, è un po’ datato 1914, ma è fresco e guerriero come lo erano gli uomini quando erano uomini.

    un capolavoro a chi piace la sfida del torero con il toro, coraggio che ci regala in toto.

    poi consiglio tutti gli autori italiani, quasi nessuno delude. primo Kurt Malaparte, Luigi Barzini, roba introvabile, ma val la pena di cercarla anche in capo al mondo.
    Max Fini, il più grande, poi uno da non dimenticare anzi,

    da leggere e rileggere, Celine, è francese ma fa parte dell’umanità, il viaggio al termine della notte.

    un viaggio che non finisce mai… t l

    • Lupis Tana

      ah, dimenticavo uno, è inglese ma merita tanto. è D. H.Lawrence,
      libri capolavoro e quasi tutti degni di nota.