Mose, cresta sui cassoni: «una quota al Pd»

Pio Savioli, referente dell’ex consorzio Coveco (oggi Kostruttiva) nel Consorzio Venezia Nuova, ha ammesso di aver preso 90 mila euro per ogni cassone del Mose. Come scrive Alberto Zorzi sul Corriere del Veneto di oggi a pagina 7, Savioli ha detto: «l’indicazione che ricevetti fu la seguente: chiedi per Cvn 30 mila euro da destinarsi a chi dirò». Altri 160 mila euro per cassone finivano nelle tasche dell’ingegner Stefano Tomarelli (anche lui reo confesso), ex plenipotenziario di Condotte per il Mose. 250 mila euro totali in fondi neri di cresta sui cassoni di Chioggia, ricavati dall’aumento del costo di ciascun cassone da 7,6 a 8,1 milioni di euro.

Savioli ha presentato un nuovo memoriale, adesso agli atti dell’inchiesta, nel quale spiega come funzionava la ripartizione dei 90 mila euro, a suo dire «erroneamente attribuiti alla mia disponibilità»: Mario Boscolo (legale rappresentante della coop San Martino, deceduto nel 2015) ne prendeva 20 mila, concordati con Tomarelli; «i 30 mila di spettanza diretta di Cvn – dichiara Savioli – venivano da me versati, su mandato di Cvn, al signor Giampietro Marchese (ex consigliere regionale) a favore del Pd»; infine i restanti 40 mila euro contribuirono alle campagne elettorali del Partito Democratico del 2010 e 2013.

Savioli, che si dichiara «consapevole comunque degli illeciti commessi», quantifica in 100 mila euro la somma di denaro da lui trattenuta personalmente. Le nuove dichiarazioni specificano quelle rese il 14 luglio 2014. Marchese ha ammesso di aver ricevuto da Savioli 10 mila euro al mese fino al 2012 per un totale di 150 mila euro per saldare i debiti della campagna elettorale, ma nega ulteriori somme di denaro dopo quella data.

 

 

 

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