Trissino (Vi), chiusa pizzeria per ‘ndrangheta

A Trissino (Vicenza) è stata disposta la chiusura di una pizzeria per il rischio di infiltrazioni mafiose. Come scrive Diego Neri sul Giornale di Vicenza di oggi a pagina 20, si tratta della prima interdittiva antimafia del Vicentino dall’entrata in vigore della legge nel 2011, una misura amministrativa che impedisce il prosieguo dell’attività. Il prefetto ha notificato all’impresa “Il Gaglioppo snc”, che gestiva la pizzeria, che «sussiste allo stato il pericolo di tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata, tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della stessa».

La società è riconducibile a Gaetano Aloe, figlio di Nicodemo, capo della cosca di n’drangheta “locale di Cirò”, ucciso nel 1987 e, sarebbe «un esponente della stessa cosca calabrese, attualmente capeggiata dalle famiglie Farao e Marincola, e pregiudicato per reati, anche di tipo associativo, di particolare gravità».

La Guardia di Finanza, anche attraverso l’impiego del software Molecola, ha accertato che Aloe è stato arrestato sei volte e condannato in Calabria e Toscana nel 1999 per produzione di sostanze stupefacenti, invasione di terreni, truffa, appropriazione indebita, falso, minaccia, furto, ricettazione, violazione dell’utilizzo delle carte di credito e violazione degli obblighi della misura di prevenzione. Aloe «non ha reciso i legami con l’ambiente delinquenziale», frequenterebbe ancora criminali legati alla n’drangheta, per questo è scattata l’interdittiva.