Vicenza Calcio, fallimento dietro l’angolo: tutti i punti oscuri

Le trattative non si chiudono, altri debiti sono in scadenza, la squadra rischia la retrocessione. E sono troppe le domande senza risposta

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Sono trascorsi ben otto mesi da quando sono cominciate le trattative per la cessione del Vicenza Calcio. Dallo scorso maggio ViFin, la finanziaria che controlla il club e di cui sono soci alcuni medi-piccoli imprenditori ed un paio di professionisti vicentini, è stata impegnata in almeno due tentativi di cessione: uno alla finanziaria arabo-lussemburghese Boréas Capital, l’altro ad un gruppo piemontese di cui si conosce solo il portavoce, Fabio Sanfilippo. Le trattative si sono sviluppate per un certo periodo anche in accavallamento e, per ora, non hanno portato alcun risultato.

Le parti si sono scambiate reciproche accuse di vari inadempimenti ed hanno minacciato azioni legali a difesa delle proprie ragioni e di impegni contrattuali sottoscritti da parte del venditore con i due interlocutori, sembra con una certa faciloneria . Lo sviluppo delle interminabili trattative, il teatrale susseguirsi di closing, quasi closing e stop-and-go, la pressochè quotidiana presenza sui media dei protagonisti hanno progressivamente distratto dalle vicende sportive della squadra i tifosi, che pure hanno sottoscritto ben 6.123 abbonamenti dopo una retrocessione particolarmente indecorosa in serie C. I vicentini sono talmente travolti dai bollettini di guerra delle trattative che reagiscono con pacatezza e distacco alle scadenti prestazioni dei biancorossi, i quali, nonostante un prematuro cambio di allenatore dal sapore di mossa della disperazione, sono finiti in bassa classifica e sull’orlo dei play out.

Molti sono i punti oscuri di questa vicenda. Perché ViFin ha rilevato un anno e mezzo fa una società che aveva 25 milioni di debiti? Perché, solo pochi mesi dopo, ViFin si è spaccata internamente ed un socio di minoranza (l’ex- presidente Pastorelli) ha avuto carta bianca nella gestione sportiva ed amministrativa mentre pressochè tutti gli altri soci lo lasciavano fare pur nella evidenza di gravi errori tecnici che hanno portato alla retrocessione? Perché Pastorelli ha pagato di tasca propria le spese di quasi un intero campionato senza pretendere nulla dagli altri di ViFin e senza fare aumenti di capitale a proprio vantaggio?

E ancora. Perché mai un investitore, per di più non vicentino, dovrebbe mettere dei soldi per acquistare sostanzialmente i debiti (16 milioni secondo la più recente stima) di una società di serie C, che potrebbe andare in utile solo tornando in A ma al prezzo di un investimento che, se andasse tutto nel migliore dei modi, sarebbe almeno pari al valore dei debiti? Boréas (in foto) risponde perché il Vicenza è il veicolo per lanciare un centro di riabilitazione sportiva che intenderebbe aprire a Teolo. Spendendo 30 milioni di euro? Con 500 mila si può fare una campagna pubblicitaria grandiosa. Sanfilippo ha parlato di business: i soliti discorsi che si sentono da vent’anni (ha cominciato la Enic nel 1997) sullo sfruttamento edilizio delle aree attorno allo stadio, sul decrepito Menti trasformato in arena di spettacoli sportivi e non, e altre utopie varie. C’è qualcosa che non torna.

Altra domanda maliziosa: Marco Franchetto, presidente di ViFin, ha dichiarato tre mesi fa che non hanno i mezzi per andare avanti ma che nemmeno vogliono far fallire il Vicenza Calcio. Perché non vendono allora? La proprietà ha preannunciato la propria insolvenza, le scadenze delle rate dei debiti dilazionati e dei pagamenti imposti a date fisse dalla Federazione sono imminenti, i potenziali acquirenti non anticipano un centesimo senza le dovute garanzie. Cosa aspetta ancora ViFin? Che qualche creditore faccia istanza di fallimento in Tribunale? Un fallimento che potrebbe comportare un rischio collaterale altissimo: la apertura di una indagine della Procura della Repubblica per bancarotta fraudolenta. Possono permetterselo Franchetto e i consoci?

Eppure oggi il fallimento sembra il futuro più probabile. Si intuisce che fra gli stessi componenti di ViFin non c’è sintonia e certo non la ha riportatata la notizia, data dal presidente di Boréas Francesco Pioppi e non smentita, che Franchetto avrebbe preteso ed ottenuto un impegno collaterale (all’insaputa degli altri di ViFin) di essere risarcito della somma di 540.000 euro prestati al club tramite una sua società.

I potenziali acquirenti si fanno forti entrambi di contratti preliminari firmati ma danno l’impressione di essere logorati dalla poca trasparenza nell’operato di ViFin. Boréas sembra essersi ostinatamente legata ad una trattativa che altri avrebbero da un bel pezzo abbandonato. Sanfilippo sta alla finestra e si dichiara pronto a subentrare o addirittura a ottenere giudizialmente l’annullamento della cessione a Boréas.

Se non si chiude la cessione nei prossimi giorni, il tracollo del Vicenza Calcio sembra inevitabile. I debiti, se non saranno pagate (come è ormai molto probabile) le prossime scadenze, arriveranno ad un livello insostenibile. Comune e Agenzia delle Entrate, principali creditori dilazionati, chiederanno il rientro immediato ed integrale. La Lega affibbierà punti di penalizzazione ad una squadra già sull’orlo della zona retrocessione.

Molti tifosi, incredibilmente, auspicano questo finale sperando che il Vicenza Calcio riparta da zero come l’Araba Fenice. Ma sono sicuri che si troverà qualcuno a Vicenza che metta i soldi per la rifondazione?

(ph: www.vicenzacalcio.com)

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