Garattini: «omeopatia è acqua fresca»

Il professor Silvio Garattini, luminare e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, commenta la vicenda di Anna, 50enne di Treviso morta di tumore al seno che fino all’ultimo aveva scelto di curarsi con l’omeopatia, nonostante il nodulo fosse arrivato a raggiungere i 5 centimetri. «Purtroppo questo caso è uno dei tanti – afferma Silvio Garattini,  intervistato da Valentina Calzavara su La Tribuna a pagina 25 -. L’omeopatia è una terapia molto diffusa in Italia, con un fatturato di 350 milioni di euro. Tante persone la scelgono, ma fondamentalmente serve come placebo, non ci sono criteri scientifici per dire che funzioni sul tumore o su altre patologie».

«L’omeopatia si basa su diluizioni così importanti delle molecole originali che il prodotto finale ne risulta privo e quindi è impossibile che dia un effetto di tipo farmacologico». Pertanto, secondo Garattini, «tutti coloro che hanno a che fare con la medicina dovrebbero accettare solo i prodotti con evidenza scientifica, i cui benefici sono superiori ai rischi. Se seguiamo questo principio l’omeopatia, come tante altre terapie alternative, non dovrebbe essere impiegata dai medici chiamati a educare e informare correttamente i pazienti».