Plasmaferesi, Zaia: «Lorenzin informata da luglio»

«Sul caso dei Nas inviati in Regione dal Ministro della Salute, Lorenzin, per sequestrare gli atti relativi alla plasmaferesi praticata sui veneti il cui sangue presenta tassi elevati di Pfas, il mio commento è uno solo: al Ministro avevamo comunicato già a giugno che avremmo avviato questa procedura e abbiamo regolarmente inviato report sugli esiti». Così il governatore del Veneto Luca Zaia commenta il blitz dei carabinieri negli uffici di Venezia della Direzione e prevenzione della Regione Veneto. Un concetto ribadito anche con un comunicato ufficiale della Regione: «L’atto con il quale la Giunta regionale del Veneto approvava e descriveva minuziosamente […] le procedure per l’utilizzo della plasmaferesi o dello scambio plasmatico per abbattere la contaminazione da Pfas è stato inviato al Ministero della Salute con lettera formale del 4 luglio 2017, protocollo nr. 265235, a firma del direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan».

In un video pubblicato sula sua pagina Facebook, Zaia definisce l’intera vicenda «imbarazante». In merito alla sospensione della plasmaferesi per i residenti dell’area rossa inquinata dai Pfas annunciata venerdì dallo stesso Mantoan in polemica con il ministero della Salute, aggiunge: «potevano comunicarci prima che non erano d’accordo e non farlo nell’aula del Parlamento. Peraltro, la plasmaferesi viene regolarmente utilizzata in sede di donazione di sangue su decine di migliaia di veneti ogni anno e le nostre procedure sono asseverate da fior di scienziati, clinici e dal Comitato di bioetica. Per loro non è pericolosa mentre per i colpiti dai Pfas sì?».