«Risparmiatori, associazioni filo governative: unione impossibile»

Pubblichiamo il comunicato di Coordinamento Banche popolari venete “Don Torta”:

Cari risparmiatori, è con il fuoco di quanto accaduto ieri sera a TV7 che Vi scrivo. Sappiate che da due anni cerchiamo di creare l’unione fra le associazioni dei risparmiatori, fatta esclusione per l’associazione Ezzelino III da Onara con la quale ci sono state situazioni che hanno imposto a Don Enrico di invitare tale associazione ed il suo rappresentante ad allontanarsi dal Coordinamento. Non è stato possibile arrivare all’agognata unione perché le associazioni di genesi politico sindacale, fatta esclusione per Franco Conte di Codacons, mai hanno voluto partecipare né incontrarci. Si impone quindi di capire le ragioni di tale comportamento. Le associazioni consumatori sindacali sono l’espressione di quel mondo che ha una evidente caratterizzazione politica di area governativa. Per essere più chiari: hanno una visione della società, della politica, degli interessi che è contigua all’ambiente politico del Pd ed alleati. Nulla di male in questo, solo che, evidentemente, stante la palese responsabilità del governo precedente e del governo attuale nel disastro delle banche venete, è chiaro che la loro posizione è di difesa di quell’operare e quindi in dissonanza con i nostri interessi. Inoltre, esse sono associazioni che hanno iscritti clienti e vivono anche di questo.

Noi associazioni di soli risparmiatori abbiamo una visione del problema completamente diversa, per noi la vicenda delle banche non è quella dei cliente ma è la nostra vita perché il saccheggio del nostro risparmio ci ha cambiato lo stile di vita e tolto la dignità. Noi pretendiamo il risarcimento del danno che lo Stato, per le ragioni molte volte espresse, ci ha causato. Loro cercano di difendere la parte politica di appartenenza, e ieri sera lo abbiamo ben compreso, spero, dagli interventi del delegato regionale Adiconsum CISL. Nella vicenda dell’emendamento Santini è opportuno fare chiarezza: la proposta di istituire un fondo per il risarcimento ai risparmiatori vedeva le associazioni dei risparmiatori – quelle vere – favorevoli, si trattava di convenire gli aspetti tecnici, di comprendere gli importi, di capire le coperture. Per fare questo era stato chiesto, nel corso di una riunione a Ferrara nel mese di settembre, di avere la bozza del testo e di conoscere quali fossero i rapporti e gli accordi che erano in corso con il governo. Nulla di tutto questo è mai stato messo a disposizione da colui (Patrizio Miatello) che affermava di avere rapporti ed accordi con il governo. Per cercare la soluzione ai nostri problemi di risparmiatori ci siamo quindi mossi all’interno di una regola di lealtà e trasparenza chiedendo ripetutamente al governo, attraverso il sottosegretario Baretta, che venisse creato un tavolo istituzionale, ovvero ufficiale, al quale i risparmiatori potessero sedere con dignità ed ufficialità per discutere.

L’obiettivo era plurimo, ottenere il riconoscimento di parte interessata nella vicenda che ci ha visti espropriati dei risparmi ed avere trasparenza di rapporti con lo Stato. Dopo una riunione in Parrocchia a Dese, alla quale erano state invitate tutte, ma tutte, le associazioni, era stato redatto un verbale che, approvato dai presenti – mancavano ovviamente le associazioni sindacali ed Ezzelino III aveva inviato un “osservatore”- veniva inviato al sottosegretario Baretta. Nessuna risposta. Avvicinandosi le elezioni e la legge di bilancio, come associazione di risparmiatori veri abbiamo pensato di proporre un emendamento che prevedeva l’immediato ristoro sino alla concorrenza di 4 miliardi per tutti i soci delle popolari venete ed obbligazionisti. Tale emendamento trovava l’appoggio di alcuni esponenti politici e del presidente del Consiglio Regionale del Veneto Roberto Ciambetti. Quindi, riassumendo: due le posizioni che sostenevamo: tavolo paritario istituzionale sul problema dei risparmiatori ed emendamento per risarcire tutti subito. Le associazioni filo governative di cui sopra si è detto, avvalendosi dei consolidati rapporti sindacali e politici – si ricorda che il sottosegretario Baretta è un ex sindacalista come lo è il primo firmatario dell’emendamento on. Santini, come lo sono i delegati regionali delle associazioni consumatori sindacali – in funzione elettorale e difensiva dell’operato dei governi amici che si sono succeduti, lanciavano l’emendamento che, sino ad oggi – in attesa di leggere le promesse a seguito delle nostre contestazioni – è assolutamente non buono per i risparmiatori.

Vi ho scritto questo, ed avevo già in passato scritto sulla questione che in una vicenda da parecchi miliardi di euro e dalla straordinaria portata politica specialmente in campagna elettorale, chi ha il potere e la responsabilità del danno cagionatoci, farà di tutto per rompere il fronte dei risparmiatori. Già avevo scritto dell’antichissima ed efficace tecnica del divide et imperat, dimenticandomi però di dire che essa è spesso accompagnata dall’invocazione ad una unità che non è voluta, questo per creare ulteriore confusione nel fronte avversario, ovvero noi, che è composto da persone per bene e fiduciose che mai sospetterebbero le tristi, ma efficaci, macchinazioni del potere. Allora, risparmiatori, cerchiamo di essere lucidi e non confondere le lucciole con le lanterne. Chiedere pubblicamente unità con chi vuole la disunione è controproducente. Quante riunioni pubbliche ed aperte a tutti abbiamo fatto? Centinaia. Quante volte avete/abbiamo visto i signori filo governativi? Mai. Questo non vi pare sufficiente per comprendere che gli odierni paladini dei nostri interessi hanno differenti interessi? Non ci dobbiamo piegare alle logiche che ci hanno condotto al disastro. La battaglia dei risparmiatori deve essere condotta con dignità e trasparenza, non di nascosto con accordi segreti frutto di rapporti ed interessi personali e di partito. Per favore, riflettiamo.

Andrea Arman
presidente del Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete “don Enrico Torta”

(ph. Cordinamento Associazioni Banche popolari Venete “Don Enrico Torta”/Facebook)