Suolo Vivente, il progetto per una nuova agricoltura

In occasione della “Giornata mondiale del suolo” che da qualche anno viene celebrata in tutto il mondo il 5 dicembre us, i Partner dell’ATS “Suolo Vivente” CIPAT e CONFAGRICOLTURA VENETO hanno organizzato un convegno per illustrare un’altra volta il progetto agronomico di un’agricoltura nuova basata sulla copertura continua del suolo, su nuove attrezzature e nuove rotazioni agronomiche, allo scopo di sensibilizzare il pubblico di tecnici, agronomi ed agricoltori sull’importanza della conservazione del suolo.

Dopo l’importante convegno del 30 settembre 2017 a Bressanvido, in occasione del Festival dell’Agricoltura, l’ATS “SUOLO VIVENTE” ha avvertito l’esigenza di dare seguito al grande interesse dimostrato in quell’occasione completando l’illustrazione di alcuni importanti argomenti. Il convegno si è tenuto al Viest Hotel di Vicenza e vi ha partecipato un pubblico numeroso composto da tecnici, agronomi ed agricoltori. L’incontro ha posto l’accento su varie tematiche. Innanzitutto la siccità, che secondo Francesco da Schio, Agronomo Innovation Broker dell’ATS Suolo Vivente, va combattuta conservando l’acqua nel terreno e proteggendosi dal fenomeno dell’erosione idrica, che è causato dalla stessa goccia d’acqua che cadendo sul terreno ne smuove le particelle e, scendendo verso valle, le porta nei fossi e nei fiumi.

Attualmente l’acqua ed il vento portano via dai terreni arati della pianura padana montagne di terra inquinata ricca di concimi minerali, che eutrofizzano inutilmente l’acqua del mare Adriatico e spargono nell’aria e nei fiumi molecole che erano nei presìdi fitosanitari usati dagli agricoltori; invece un terreno che non viene arato è maggiormente stabile ed è permeabile all’acqua perché ha gallerie naturali formate dai microrganismi viventi attraverso le quali si ferma e passa l’acqua.

Il prof. Maurizio Guido Paoletti, del Dipartimento di Biologia UNIPD, ha testimoniato con studi ed immagini le antiche tecniche di semina: con l’aratro in Cina e con un palo “iniettore” in America centrale spiegando ai presenti come la tecnica di introdurre i semi nel terreno coperto da una copertura permanente del terreno fosse un metodo antico e precursore della attuale semina su sodo. Il Prof. Andrea Squartini del Dipartimento DAFNAE, UNIPD, che aveva già illustrato il “fertimetro” a Bressanvido, ha indicato i primi risultati di prove di analisi di fertilità nei terreni che il progetto “suolo vivente” sta coltivando ed ha spiegato agli agricoltori, presenti in sala, prospettive innovative nella tecnica di concimazione. Il Dottor Andrea Fasolo del Dipartimento DAFNAE, UNIPD ha parlato di “Sostanza organica e carbonio” ed ha dato importanti riferimenti alle tecniche di rotazione agronomica. Il Prof. Luigi Sartori del Dipartimento TESAF, UNIPD ha illustrato le “Attrezzature e tecniche per un’agricoltura con zero o minima lavorazione per una migliore gestione del suolo e delle sue risorse idriche” ed ha spiegato come la scelta delle attrezzature sia un’importante passo da compiere solamente dopo avere capito la novità della copertura continua e della semina su sodo. Infine Maurizio Brogiato, partner dell’ATS “Suolo Vivente”, ha presentato la sua esperienza di agricoltore, proiettando un filmato della coltivazione di orzo come coltura di copertura e di soia come coltura da reddito spiegando a tutti che questa è una fra le numerose proposte di rotazioni agronomiche studiate nel progetto “suolo vivente” e che si attua proprio con la seminatrice su sodo e l’innovativo rullo devitalizzatore.

 

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