«Spelacchio, anche tu sarai bello». Epic win dell’agenzia funebre

La ditta di onoranze funebri Taffo colpisce ancora. Questa volta interviene nel dibattito pubblico su “Spelacchio“, il tanto vituperato abete rosso di piazza Venezia a Roma. Da subito preso di mira per la sua bruttezza, Spelacchio è stato dichiarato morto: le sue radici infatti sono state recise e salvarlo è ormai impossibile. Il sindaco Virginia Raggi avrebbe intenzione di chiedere i danni alla ditta che si è occupata dell’espianto e del trasporto dalla Val di Fiemme e il caso è finito perfino alla Corte dei Conti con un esposto del Codacons che chiede conto dei quasi 50 mila euro sborsati dal Comune. Nel frattempo, c’è anche chi prende le difese del povero Spelacchio. O quasi.

È il caso appunto dell’azienda funebre romana, che ha lanciato una nuova campagna social: «Spelacchio, non sentirli. Anche tu un giorno sarai bello», recita il claim. Seguito dall’immagine di una lussuosa bara intagliata. La ditta si era già distinta in passato per le sue campagne ironiche diventate virali: dalla «faccia da funerale» di Papa Francesco in occasione della visita della famiglia Trump in Vaticano, fino all’ironia macabra sulle malattie endemiche debellate dai vaccini. L’ironia dell’agenzia funebre non si ferma qui: per la mattina del 25 ha infatti organizzato il funerale per «l’unico albero di Natale che non è arrivato a Natale».

r.a.

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