Treviso, vescovo: «prima i veneti? Chiusura mentale»

Il vescovo di Treviso Gianfranco Agostino Gardin ha incontrato gli amministratori locali per gli auguri di Natale. Come riporta Il Corriere del Veneto a pagina 11, il monsignore ha colto l’occasione per affrontare diversi temi di preminenza sociale, dall’immigrazione al lavoro dei giovani, passando per le aperture domenicali dei centri commerciali.  Per quanto riguarda il tema dell’accoglienza, secondo Gardin bisogna superare gli «steccati mentali» che portano a  «convinzioni quali prima i veneti o prima i trevigiani che poi diventano prima quelli del mio Comune, del mio quartiere, del mio condominio, fino a chiuderci. Oggi i muri, fisici e ideologici, sono crollati».

I centri commerciali sono «non luoghi privi di identità che diventano una somma di solitudini, dove andiamo ad officiare i riti della religione dei consumi, in particolare nelle festività religiose. Se il lavoro è un diritto fondamentale, anche il riposo festivo è un diritto. Il nostro tempo sta perdendo il giusto tempo del lavoro anche perché ha spezzato il legame tra lavoro e famiglia». Infine un appello ai politici:«permettetemi di invitarvi ad investire nella formazione giovanile e nell’istruzione, su ciò che contiene forza creativa, passione e voglia di cambiamento».