2017, Zaia tira somme: «anno proficuo, gran lavoro»

16:00 – «Il 2017 è stato un anno proficuo, un super anno di gran lavoro». Queste le parole del presidente del Veneto, Luca Zaia, nell’incontro di fine anno con gli organi di informazione a Palazzo Balbi a Venezia. Nel suo saluto Zaia ha ricordato «i Veneti che quest’anno ci hanno lasciato: in particolare Gloria Trevisan, 26 anni di Camposampiero, Marco Gottardi, 27 anni di san Stino di Livenza, e Luca Russo, 25 anni di Bassano, vittime del rogo di Londra e dell’attentato in Catalunya: il mio pensiero va a loro e alle loro famiglie».

Il presidente ha quindi sottolineato la chiusura del bilancio «anche quest’anno prima del 31 dicembre, con una contabilità regionale unica nel suo genere». Sulla superstrada Pedemontana ha rilevato che «nonostante le cassandre, ancora una volta abbiamo dimostrato che i “nani politici” hanno saputo affrontare di petto questa partita e chiuderla, portando a casa un’opera strategica, che altrimenti, incompleta, sarebbe stata la nostra Gioia Tauro».

La questione Pfas è un «tema che abbiamo affrontato di petto, con determinazione, a volte, come nel caso dei limiti, sostituendoci al Governo che è mancato; oggi garantiamo non solo acqua pulita nella zona rossa, ma lavoreremo anche perché le batterie di filtri siano montate in tutto il Veneto». Ha detto Zaia poi ha ricordato che «abbiamo venduto 16,5 milioni di immobili della Regione, che gestivamo male, con 75 gare», mentre sul dissesto idrogeologico «abbiamo chiuso il cantiere dell’opera da 4 milioni a Caldogno, siamo partiti a Trissino, in viale Diaz a Vicenza, alla Colombaretta e saremmo partiti anche a Pra’ dei Gai, se non fosse stata aperta la busta prima del tempo. In più sono partite la progettazione e i lavori per il bacino del Piave. E possiamo dire di essere l’unica Amministrazione ad aver messo a bilancio 20 milioni per una serie di partite legate alla messa in sicurezza del territorio, tant’è che, se si ripresentasse una pioggia come quella dell’alluvione, oggi Vicenza non avrebbe più gli stessi problemi».

Il presidente ha proseguito il suo intervento ricordando la scelta, fatta con i bilanci regionali, di essere «regione tax free fino al 2020, convinti che, durante la crisi, piuttosto che raccogliere soldi e reinvestirli con tempi pubblici sia meglio lasciare un miliardo e 159 milioni di euro l’anno nelle tasche dei Veneti», gli oltre 65 milioni di euro stanziati «per cofinanziare da subito i fondi comunitari. Quest’anno abbiamo avuto un miliardo e 210 milioni di fondi comunitari e 2,5 miliardi di investimenti con il cofinanziamento dei privati: sono queste le vere politiche a sostegno dell’economia».

E il 2018? «Il mio augurio è che sia l’anno dell’uscita definitiva dalla crisi. Nel 2018 – ha aggiunto – voglio accelerare sull’ospedale di Padova e portare a casa i soldi; sto già scrivendo la lettere chiedendo a Roma un miliardo di euro ex articolo 20 e vedremo quanto ci daranno. Poi intendo continuare a “tagliandare” la Regione, con il tema delle alienazioni che sarà ancora preminente per il 2018. Per la superstrada Pedemontana il 2018 sarà un anno importante, perché l’ultimo di grande accelerazione, andando poi verso la discesa. E, nei rapporti con il Trentino, alla luce della chiusura della Pedemontana sottolineo che la Valdastico Nord risulta sempre più strategica», ha concluso. (Fonte: Ansa – 14:52)

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