Treviso, Daspo approvato: sinistra rompe con Manildo

Il consiglio comunale di Treviso ha approvato ieri tra le polemiche le modifiche al regolamento di polizia urbana inserendo il Daspo urbano, ovvero la possibilità di allontanare per 48 ore da un determinato territorio persone che commettono atti contro il decoro. Come scrive Federico de Wolanski su La Tribuna a pagina 21, il voto ha aperto una spaccatura in seno alla maggioranza di centrosinistra con i consiglieri ex Sel, ora Sinistra Italiana, Pretty Gorza e Said Chaibi (in foto), che hanno abbandonato l’aula in segno di protesta contro una misura giudicata una stangata contro i poveri.

«Vogliono prendere un’altra strada? La prendano, noi proseguiamo», è stato il duro commento del vicesindaco e assessore alla sicurezza Roberto Grigoletto. Al centro delle polemiche anche un passaggio della delibera che secondo la sinistra era mirato contro i profughi fuori dal circuito dell’accoglienza che per mesi hanno dormito nel parcheggio dell’Appiani. Ma il sindaco Giovanni Manildo tira dritto: «ottimo lavoro di squadra. Il daspo urbano è una misura che offre nuovi strumenti alla polizia locale contro condotte illecite. Il Daspo è tutt’altra cosa rispetto alla questione della marginalità e dell’inclusione sociale. Per questo l’amministrazione ha messo in campo validi strumenti».