Veneto approva sepoltura feti, Cgil: «abuso a donne coinvolte»

12:00 – L’emendamento che obbliga le Ulss a informare le famiglie sulla possibilità di procedere alla tumulazione o cremazione dei feti abortiti, approvato nei giorni scorsi dal consiglio regionale del Veneto, sta sollevando molte polemiche. Prima era prevista solo dalle 28 settimane di gestazione in su, o dalle 20 in caso di richiesta dei genitori. Con questo provvedimento, proposto da Forza Italia e votato con il sostegno dei dem, oltre che dalla Lega e dai consiglieri della Lista Zaia, la tumulazione o cremazione sarà garantita a tutti e, nel caso in cui i genitori non fossero interessati, sarà l’azienda sanitaria a farsene carico.

Cgil nazionale e veneta considera «grave, oltre che sbagliata la procedura di inumazione, tumulazione o cremazione, in una specifica area cimiteriale dedicata, anche per i “prodotti abortivi o del concepimento” inferiori alle 28 settimane, a prescindere dalla volontà delle donne che hanno scelto o subito un’interruzione di gravidanza. Questa norma interviene in un ambito delicatissimo senza tenere in alcuna considerazione la sensibilità e la volontà delle donne coinvolte. Questo vale sia per coloro che scelgono di accedere alla interruzione volontaria di gravidanza, che per le donne che subiscono aborti spontanei».

Secondo la Cgil, chi vive esperienze così drammatiche «ha il diritto di scegliere senza costrizioni esterne, come prevede la legge 194. Costrizioni se non abusi, che hanno l’unico effetto di peggiorare drammaticamente situazioni già molto difficili da superare. Sorprende davvero che una Regione che vede ritardi e negligenze nell’applicazione della legge 194, come più volte la Cgil ha denunciato, purtroppo inascoltata, assuma questo tipo di provvedimenti – conclude il sindacato – invece di prendersi cura della salute e della libertà delle donne, oltre che dell’applicazione delle leggi dello Stato italiano». (Fonte: Ansa 21/12 17:26)

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