Renzo Rosso: «Bassano, troppa “democrazia” dei no»

Renzo Rosso (in foto), patron della Diesel, interviene sul Giornale di Vicenza di oggi sul restauro del ponte di Bassano: «ci voleva una soluzione drastica: smontarlo tutto, sistemarlo pezzo per pezzo, rimontarlo. Si sarebbe fatto prima. Ma intervengono sempre troppi fattori, tutti vogliono dire la loro. Comunque sia, l’amministrazione non ha brillato per decisionismo. E’ il solito male italiano: per troppa democrazia tutto si blocca». Per Rosso chi dovrebbe prendere le decisioni ha troppa paura di scontentare qualcuno, e fa l’esempio della fine del progetto Chipperfield per piazza di Brenta.

Rosso racconta di come, insieme a Bonotto, abbia lavorato per regalare a Bassano grandi idee, di come abbiano trovato il denaro, coinvolto il grande architetto inglese, organizzato una mostra e poi siano cominciate «le obiezioni dei gruppuscoli, dei pescatori, con tutto il rispetto, perfino dell'”associazione anitre selvagge”. E’ finita nel nulla, anzi peggio, perché non ho mai ricevuto una risposta dalla città. E poi Chipperfield non mi saluta più. Chi ne ha beneficiato? Venezia: ho spostato l’impegno sul restauro del ponte di Rialto, e l’ho portato a termine in anticipo e con meno spesa rispetto alle previsioni. Questo è voler fare».

Rosso conclude parlando del progetto per lo stadio per Bassano: «è un problema serio. Bisogna rendersi conto che dal 2019 non si potrà più giocare in impianti con piste intorno. Si riempie lo stadio? Si riempie la città, è automatico. Invece anche qui ci sono i nostalgici che protestano e il Comune che non prende posizione per tenersi in equilibrio.Vogliamo parlarne in un incontro? Bene, ma che sia un incontro tra gente che ha davvero a cuore le fortune di Bassano.