«BpVi e Vb, fondo ristoro: risorse certe, stabilire priorità»

17:50 – Incontrare quanto prima il Ministero dell’economia, l’Autorità anti corruzione (Anac) e Intesa SanPaolo per accelerare la scrittura del decreto attuativo della legge sul Fondo di ristoro per i risparmiatori delle sei banche italiane in default, fra cui le due ex popolari venete. È il primo punto emerso dall’incontro tenutosi oggi a Mestre nella sede di Adiconsum Veneto tra le nove principali associazioni dei consumatori. Il tema di discussione è stato la nuova normativa approvata con la legge di Bilancio, che prevede l’erogazione di 25 milioni l’anno per quattro anni ai risparmiatori “traditi” attraverso un fondo di rotazione alimentato dai “conti dormienti” del sistema bancario italiano. Le altre due priorità secondo le associazioni sono: istituire un ufficio distaccato Anac in Veneto e procedere alla ripartizione dei 100 milioni resi disponibili da Intesa per i casi più disagiati. Il decreto dovrà stabilire soprattutto i criteri per fissare le priorità degli aventi diritto al ristoro in base a parametri di reddito familiare, titoli delle ex popolari acquistati e anzianità dei danneggiati.

Occorrerà tenere conto anche il fatto di essere o meno assegnatari di contributi che saranno erogati da Intesa San Paolo attraverso il proprio Fondo da 100 milioni, e con l’eventuale adesione alle Offerte pubbliche di transazione (Opt) di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca che si sono chiuse la scorsa primavera con la distribuzione a circa 120 mila aderenti di un ristoro pari al 15% del valore perduto con l’azzeramento delle azioni delle ex popolari.  La richiesta di adesione al Fondo governativo non andrà comunque ad interferire con eventuali altre azioni da parte dei singoli ricorrenti. I risparmiatori, cioè, potranno continuare nei loro eventuali contenziosi in sede giudiziaria, azioni di insinuazione allo stato passivo, e costituzioni di parte civile nei processi penali verso ex amministratori o in quelli eventuali verso gli organi di vigilanza e società di revisione. «Questa che affrontiamo sarà la fase più delicata – sostiene Valter Rigobon (in foto), segretario di Adiconsum Veneto – perché le richieste da gestire saranno molte. Però per quanto modeste, in questo caso abbiamo per la prima volta risorse certe». (Fonte: Ansa 16:48) 

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