Veneto Banca, Consob: «prezzo azioni, esperti non indipendenti»

Una relazione Consob del 2 maggio 2016 dopo un’ispezione in Veneto Banca sollevava diversi dubbi sui pareri inerenti il prezzo delle azioni, visti i criteri di selezione dei professionisti esterni che li dovevano stabilire. «Le previsioni della Policy concernenti l’acquisizione del parere dell’esperto indipendente risultano del tutto generiche», premette l’Authority. In particolare, come scrive Sabrina Tomè sul Mattino a pagina 17, veniva contestata la mancata individuazione degli organi competenti alla selezione dell’esperto e alla gestione dei rapporti con lo stesso; non sarebbero stati inoltre specificati i requisiti idonei a definire la sua «indipendenza» e ad attestarne l’esperienza. Nel 2013 l’incarico venne conferito al professor Stefano Miani e per Consob non è stato possibile ricostruire l’iter che ha condotto alla sua designazione. Inoltre, contrariamente a quanto previsto dalla Policy, il parere di Miani «risulta essere successivo all’approvazione da parte del cda della delibera in merito alla proposta di prezzo da formulare all’assemblea dei soci».

Nel 2014 l’incarico è stato attribuito alla Partners spa e svolto dai professori Lorenzo Pozza e Angelo Provasoli. Il parere predisposto dalla società è dell’8 aprile, lo stesso giorno in cui il Cda ha deliberato in merito alla proposta di prezzo da formulare all’assemblea dei soci. Per Consob, è evidente che «esso non ha potuto formare oggetto di approfondita analisi da parte dei consiglieri». Infine, nel 2015, sono stati affidati due incarichi distinti: il primo, dell’1 aprile, al professor Mario Comana firmato dall’ex dg Vincenzo Consoli; il secondo, del giorno dopo, al professor Michele Rutigliano firmato dal vicedirettore generale Cristiano Carrus. I due esperti hanno depositato il loro parere lo stesso giorno, il 7 aprile, di nuovo nello stesso giorno della seduta del Cda, chiamato a decidere sulla proposta di prezzo.