Giallo Cornuda, la verità nel computer di Sofiya?

Ancora un fitto mistero avvolge la morte di Sofiya Melnyk e i tre uomini che avrebbero fatto parte della sua vita recente. Come scrive Marco Filippi su La Tribuna a pagina 2, la svolta nel giallo di Cornuda (Treviso) potrebbe però arrivare dall’analisi dei cinque computer trovati nella villetta di via Jona dove la donna ucraina scomparsa a novembre e poi ritrovata senza vita la vigilia di Natale ai piedi del massiccio del Grappa viveva con Pascal Daniel Albanese, suicidatosi dopo la scomparsa della donna.

«Penso che molti dubbi che aleggiano su questa vicenda – ha dichiarato l’avvocato della famiglia Melnyk – saranno chiariti una volta che sarà effettuata la perizia sui computer e sugli apparati elettronici trovati nella casa dove viveva la figlia della mia assistita. La madre dice che Sofiya faceva l’interprete di lingua ucraina, ma è proprio nella memoria dei computer che si potrà trovare la risposta a molti interrogativi». Oltre ai computer sono stati trovati anche otto hard disk esterni, due smartphone, una telecamera, una macchina fotografica, un tablet e due Tom Tom sui quali potrebbero essere registrati gli ultimi spostamenti di Sofiya.