Perché i tachimetri arrivano fino a 260 km orari?

La maggior parte dei tachimetri arriva a 230-260 km/h nonostante le automobili non siano progettate per raggiungere simili velocità. Come spiega Chris Weller su Businessinsider, questa scelta apparentemente senza senso ha una sua logica. Anzitutto, si tratta di una pratica delle case automobilistiche per ottimizzare la produzione in serie dei tachimetri, realizzati per adattarsi a un’ampia gamma di modelli. C’è poi un duplice aspetto psicologico: «le persone vogliono vedere numeri sempre più alti», ha dichiarato ad Associated Press Fawaz Baltaji, responsabile dello sviluppo presso il fornitore di tachimetri Yazaki North America. «È il segno di un motore più potente. È una questione di marketing».

Inoltre, secondo Stewart Reed, presidente del Transportation Design Department dell’ArtCenter College of Design di Pasadena, i tachimetri che superano di gran lunga le abitudini di guida dei guidatori darebbero benefici psicologici a chi guida: se la velocità massima segnata fosse di 130 km/h, guidando in autostrada l’ago del tachimetro arriverebbe al limite, fatto che potrebbe indurre preoccupazione nel guidatore. Se invece il limite massimo segnato è di 230 km/h, l’ago resterà verso la metà del quadrante, in quello che è conosciuto come “punto morto superiore“, sembrando più lontano dalle prestazioni massime dell’auto e trasmettendo quindi maggiore sicurezza.

(Ph. Shutterstock)

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