Gentiloni & C, una legislatura mediocre. Ma da salvare

E il merito non è solo della maggioranza. Ma anche dell’opposizione (del M5S)

Candide e io siamo d’accordo: quella appena terminata è stata la legislatura che ha espresso i governi migliori di sempre. Lasciamo che Travaglio e Salvini sputino inutili veleni e acidi commenti. Consentiamo al popolo di lamentarsi incessantemente: se non lo facesse non sarebbe popolo. Il fatto che i governi espressi da questa legislatura ci abbiano condotto (quasi) fuori dalla crisi non garantisce né l’apprezzamento immediato né la rielezione. Così succede nelle democrazie, simili a meduse che si rigenerano continuamente. Nel 1945 Churchill vinse la guerra e perse le elezioni. Certo, c’è stato un gran rumore di fondo, di insulti e volgarità, di esagerazioni verbali e rancori viscerali. Questo modo di discutere di politica non è innocuo perché distrugge valori che andrebbero preservati; allo stesso tempo, la politica da talk-show, proprio per la sua vacuità e superficialità, influisce molto sugli umori e poco sulle decisioni.

Nella legislatura terminata, s’è restaurata in parte una democrazia parlamentare in cui spesso il Governo ha dovuto cercare maggioranze inusuali. Come in Germania (che dopo quattro mesi dalle elezioni non ha ancora un governo e, se lo farà, sarà un’alleanza tra perdenti) l’esigenza di una grande coalizione sposta il potere dal Governo al Parlamento. Purtroppo anche a poteri esterni alle istituzioni. Ma il prossimo Parlamento sarà più autorevole e legittimato di questo appena sciolto, formatosi con una legge dichiarata incostituzionale, oltre che sconclusionata.

La coalizione italiana ha governato con Monti e ha proseguito con Letta, Renzi e Gentiloni, filtrata dalle elezioni del 2012. Ha consentito all’Italia di uscire adagio e senza traumi dalla crisi e abbozzare alcune riforme non certo esaltanti, ma necessarie. Non ha cambiato quasi niente limitandosi a fare galleggiare la barca. A farla procedere lentamente ci hanno pensato i cittadini. Ha però garantito una stabilità politica che sarebbe stata impossibile con un qualsiasi leader emerso da un voto diretto che avrebbe spaccato ancor più il Paese. I governi fotocopia che si sono succeduti hanno fatto quel poco che potevano e che era necessario e indispensabile. Il Governo e i Parlamentari sono incorsi nei soliti scandali, ma sono stati costretti a reagire con una fermezza che sarebbe stata improbabile senza la nuova vigorosa opposizione dei neofiti della politica.

La prova che siamo in democrazia è che tutti – tranne io e Candide naturalmente – siano scontenti e protestino e si lamentino in egual modo per motivi diversi! Questa è la vera aurea mediocritas della democrazia che non finiremo mai di apprezzare. Grazie ai governi di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, l’immagine dell’Italia all’estero è migliorata rispetto ai tempi in cui ci consideravano un paese da operetta rappresentato da un vecchio satiro consigliato da Bertoldo e Cacasenno. Più concretamente siamo usciti quasi indenni dal rischio di bancarotta con uno spread a 600. La disoccupazione è diminuita, il PIL tornato a crescere e pochi sono stati lasciati indietro nonostante i piagnistei dei talk-show. La nostra politica estera e interna ha evitato gli attentati che hanno afflitto quasi tutti gli altri paesi. Ora speriamo che si diffonda una maggiore fiducia e si attenui il devastante rancore contro tutti e contro le istituzioni.

Se il Parlamento e il Governo che ha espresso hanno operato bene, i meriti vanno attribuiti alla maggioranza tanto quanto all’opposizione. Quest’ultima ha sollecitato il governo a varare provvedimenti di cui altrimenti ci si sarebbe dimenticati o sarebbero stati unilaterali. Senza i 5 Stelle la riduzione dei privilegi, un maggiore rigore contro la corruzione, qualche bonus per sostenere i redditi più bassi, l’assunzione di precari e molti tagli di spese parassitarie sarebbero stati improbabili. Alcune cose questa legislatura non le ha portate a termine tra cui appare evidente (ma non è la sola) una nuova necessaria legge sulla cittadinanza. L’immagine gentile, colta e tranquilla di Gentiloni rappresenta meglio di quella solo apparentemente flamboyant di Renzi la mediocrità aurea, il guado ormai basso che stiamo lentamente attraversando. Ma questa è ormai storia vecchia e già ci accingiamo a scriverne una nuova.