Cattivi propositi per il 2018

Renzi, Berlusconi, Salvini, Bonino, Fedez, papa Francesco, Scalfari, Trump, Putin: il manicomio continuerà. Ma una speranza c’è

Tutto o niente. Il 2018 sarà un anno, prevedo, che entusiasmerà o deluderà, Xxl o Xxs, senza mezze misure. O forse sarà entrambe le cose a seconda, chiaramente, dei punti di vista. Guardando alla politica italiana, potrebbe per esempio essere – e probabilmente sarà – il Big Bang elettorale di un centrodestra di nuovo al potere dopo dieci anni e, al tempo stesso, la Rottamazione del rottamatore Renzi, che magari lascerà addirittura il Parlamento per ritirarsi a Firenze o direttamente nei Boschi.

A Palazzo Chigi, come sappiamo, non potrà però di certo finirvi l’ineleggibile Berlusconi il quale, a ben vedere, potrebbe comunque governare tramite terzi, col telecomando. Il Consiglio dei Ministri si svolgerà così, magari, direttamente a Mediaset, con Jerry Scotti Ministro dell’Economia e della Fortuna e Barbara d’Urso Ministro dei Buoni Sentimenti; dipende tutto se la cosà andrà giù, o meno, a Giorgia Meloni, aspirante Ministro degli Interni tricolore e a Matteo Salvini, papabile Ministro dei Rimpatri.

Sarà interessante capire come andrà finire. Esattamente come lo sarà, in questo nuovo anno, vedere dove nascerà il figlio di Fedez e Chiara Ferragni, se in una diretta Istagram o negli studi di X Factor; di certo il parto avverrà in diretta streaming e sarà facile farsi un’idea sulla maggiore somiglianza paterna o materna: basterà contarne tatuaggi e followers.

Il 2018 potrebbe essere anche l’anno di una nuova edizione del Grande Fratello Vip. Già mi immagino alcuni concorrenti, magari ex politici. Tipo Alessandro Di Battista, che al voto virtuale è già addestrato, e Angelino Alfano il quale, non potendo più soggiornare nel Palazzo, almeno potrà dire di essere finito nella Casa. A condurre lo show, non vedrei male Emma Bonino, da poco autoproclamatasi «zia d’Italia». Ha fatto bene, dato che presentarsi come nonna sarebbe equivalso a dichiararsi pensionata, cosa che non credo le piacerebbe; allo stesso modo dichiararsi madre degli Italiani, lei madrina della legalizzazione dell’aborto che non ne ha fatti nascere svariati milioni, non sarebbe stato credibile.

Credo poi che Papa Francesco, nel 2018, non mancherà di lanciare il milionesimo appello per i migranti, finché qualcuno non gli farà presente che ripetere le cose all’infinito può andar bene finché ti rivolgi a un amico molto anziano, tipo Eugenio Scalfari, che magari fra una autointervista e l’altra (Dio mio…) può perdere qualche colpo. Ma non a tutti gli altri.

Quello che viene, inoltre, potrebbe essere un anno di svolta anche per Trump, Putin e Kim Jong-un; ovviamente c’è da augurarsi che detta svolta non sia nucleare, altrimenti sarà pure l’ultimo fatto di cui verremo a conoscenza, grazie all’amico che per primo ci informerà della cosa su Facebook. E sempre che l’evento bellico passi l’annunciato filtro per le fake news, che comunque non verrà attivato prima 4 marzo, se no ciao ciao campagna elettorale. Insieme alla Terza Guerra Mondiale, un’altra cosa da cui tenersi alla larga sarà l’ulteriore consolidamento dell’Inquisizione del Politicamente Corretto, altrimenti perderemo l’abitudine di mandarci allegramente a quel Paese e quella, ben più prioritaria – e già in declino – di dire la verità.

Ne saremo in grado? Non ne ho idea ma spero che il nuovo anno, in qualche modo, possa davvero sorprenderci. Lo scrivo pensando, sia chiaro, non ai i nostri politici, agli intellettuali, ai banchieri, ma all’Italia profonda e invisibile. Quella che mentre troppi parlano, sgobba. Quella che, nonostante le promesse e le prese in giro, le delusioni e i fallimenti, ha ancora il coraggio di mettersi in gioco e di sognare, di immaginarsi un futuro. Quella, soprattutto, che – dopo alluvioni, siccità e terremoti – ha il sacrosanto diritto, adesso, di veder sorgere di nuovo il Sole.