Primario senza laurea, dovrà restituire 1,5 milioni

Trent’anni di lavoro come ginecologo, arrivando a ricoprire la carica di primario, senza essere nemmeno laureato. È questa l’accusa mossa ad Andrea Stampini, che ieri è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire lo stato per la cifra di 1,5 milioni di euro, a fronte degli stipendi percepiti indebitamente. Come scrive Sabrina Tomé sul Mattino di Padova a pagina 16, l’avvocato del falso medico ha annunciato che potrebbero ricorrere in appello. Su di lui infatti pendono ancora due processi, a Vicenza e a Venezia. Il 14 dicembre 2017 l’uomo era stato condannato dalla Corte dei Conti di Trento a pagare 483 mila euro per aver lavorato dal 1985 al 1988 all’ospedale di Riva del Garda avendo in possesso solo il diploma di geometra.

Dal 1997 al 2015 ha invece lavorato nell’azienda sanitaria Pedemontana di Bassano (Vi) nel reparto di ostetricia e ginecologia, dove è diventato anche primario. Dopo la morte di una paziente i familiari gli avevano chiesto i danni, ma lui si è spostato nell’ospedale di Dolo (Ve) e anche qui fu processato con l’accusa di lesioni provocate a un bimbo nato nel suo reparto. Stampini, che nel 2015 è stato radiato dall’Ordine dei Medici di Ferrara, sostiene di essersi laureato a Bologna nel 1977, ma il suo nome non compare in nessuna sessione di laurea dal ’77 all’80. Inoltre l’attestato da lui presentato, firmato da un notaio ferrarese, sarebbe retrodatato. La sua difesa è che non ci sono prove per stabilire che non sia laureato e che se ciò venisse dimostrato sarebbe disposto a restituire tutti gli stipendi.