«Cerchiamo tecnici, ma tutti vogliono lavoro da scrivania»

La vicepresidente di Confindustria Vicenza, Laura Dalla Vecchia (in foto), lancia l’ennesimo allarme sull’offerta di lavoro evasa dai giovani italiani. «Forti degli incentivi (industria 4.0, ndr) le imprese hanno acquistato macchinari molto complessi e costosi la cui gestione necessita però di figure altrettanto specializzate, tecnici che svolgono un lavoro tutt’altro che ripetitivo, ben remunerato. Si può arriva a guadagnare oltre duemila euro. Oltretutto c’è anche la possibilità di fare carriera, diventando responsabili di reparto e di produzione». Ma, come scrive Anna Madron sul Giornale di Vicenza di oggi a pagina 31, l’opportunità non sembra convincere gli aspiranti lavoratori che ai colloqui cercano tutt’altro.

«Si cerca il lavoro d’ufficio, quello che fa stare seduti sulla sedia – si lamenta Dalla Vecchia -. Ma non credo sia per pigrizia, è solo che andare in produzione è visto come sinonimo di occupazione umile. E pensare che ormai anche gli uffici sono sempre più integrati con i flussi produttivi». «Le ragioni sono anche culturali e partono dalla scuola media, nel senso che i ragazzini non entrano in contatto con il “fare”, ricevono molti stimoli ma non quelli legati alle competenze tecniche, e di conseguenza la scelta della scuola superiore cade sempre più spesso sui licei che sono indirizzi generalisti. A mio avviso bisognerebbe introdurre attività tecniche fin dalla scuola primaria per portare a conoscenza degli alunni realtà che altrimenti rischiano di rimanere sconosciute e quindi poco allettanti», osserva la vicepresidente di Confindustria.

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