Senzatetto morto carbonizzato in auto, indagati due minorenni

Proseguono le indagini per la morte di Ahmed “Gary” Fdil, 64 anni, il senzatetto trovato carbonizzato a metà dicembre a Santa Maria di Zevio (Verona) all’interno della Fiat Bravo che era diventata la sua “casa”. All’inizio gli inquirenti avevano ipotizzato l’incendio fosse stato causato da un mozzicone di sigaretta, ma ora si ipotizza il dolo: i responsabili del rogo potrebbero infatti essere due minorenni del luogo. Come riporta Alessandra Vaccari su L’Arena a pagina 11, in paese erano circolate voci sul possibile coinvolgimento di alcuni ragazzi che erano soliti molestare l’uomo, voci che hanno portato a un fascicolo depositato a Venezia. Ieri Salah Fdil, un nipote della vittima che vive in Catalogna, è stato a colloquio al Tribunale di minori di Venezia, per avere informazioni sulle indagini e il nullaosta per il rimpatrio della salma, dopo l’autopsia.

«La nostra famiglia è benestante. Più volte ho chiesto a mio zio di venire a vivere a Barcellona», spiega Salah. «Lui, se vogliamo, è sempre stato un hippy. Non voleva legami, di casa, di famiglia, anche se ha sempre lavorato. In patria ha fatto lo sminatore, qui in Italia il saldatore. Ed era anche molto bravo. Era in attesa della pensione». Fdil non tornava in Marocco da 14 anni, perché rischiava guai con la giustizia per gli alimenti non pagati all’ex moglie. «Non mi ha mai detto che viveva in un’auto, anche se conoscendolo, non fatico a crederlo», racconta ancora il nipote. «Ogni tanto gli mandavo dei soldi, ma lui a noi ha sempre detto che andava tutto bene», ricorda, affermando di avere fiducia nella giustizia italiana: «sono convinto che finalmente verrà fatta chiarezza».

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