‘Ndrangheta a San Donà, sindaco: «chi sa, parli»

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Sull’onda della maxi-indagine sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta che ha portato anche in Veneto a decine di arresti negli ultimi giorni, il sindaco di San Donà Andrea Cereser lancia un appello contro l’omertà ai suoi concittadini. Come scrive Giovanni Cagnassi su La Nuova Venezia di oggi a pagina 34, le indagini sugli affari delle cosche calabresi nella nostra Regione erano infatti partite proprio da San Donà dove gli uomini della direzione distrettuale antimafia di Venezia avevano scoperto un sodalizio criminale volto all’acquisizione di società in crisi poi intestate a prestanome. Un giro d’affari stimato attorno ai 12 milioni di euro, con reati che andavano dalla violenza aggravata dal metodo mafioso alla truffa, bancarotta fraudolenta, ricettazione e riciclaggio.

«Le indagini stanno andando avanti in questo territorio – dice Cereser – non certamente immune dall’ondata di criminalità che le forze di polizia e la Procura stanno svelando. Ci sono aziende in difficoltà pronte per essere rilevate da persone senza scrupoli. Per farlo però si devono appoggiare a immobiliaristi, ingegneri, notai, banche, professionisti vari che non possono non sapere. E queste persone devono subito denunciare. Oggi la criminalità indossa abiti eleganti e tiene in mano una valigetta, non c’è più l’immagine di coppola e lupara. Ci sono indagini in corso, ma abbiamo anche bisogno che chi vive e lavora qui onestamente e nel rispetto delle regole non ceda e dica quello che sa».

(ph: portogruaro.veneto.it)

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