Padova, l’inganno del nuovo tram “ecologico”

La nuova opera “green” della giunta Giordani servirà solo a far cassa. E intanto aumenteranno traffico ed emissioni

Il nuovo tram a Padova si fa solo perché ci sono finanziamenti governativi vincolati. Un’elargizione in barba a qualsiasi autonomia locale. Se non ci fossero quei soldi caduti dall’alto, si penserebbe ad altre soluzioni più efficaci e meno standardizzate. Questo non significa che la linea non si debba realizzare, ma che il dibattito va depurato da una stantia retorica che recita: qualsiasi tram è “ambientalista e di sinistra”. Un modo di pensare per nulla innocente poiché ardentemente sostenuto dai sostenitori della sostenibilità e delle lobby che la sostengono.

Il nuovo tram – ma la concezione è vecchia di quasi quarant’anni, come comprarsi oggi una FIAT Ritmo – viene “venduto” all’opinione pubblica con l’idea ingannevole di ridurre il traffico. L’ATI, già incaricata del piano del traffico, non ha ricevuto altro mandato se non di riorganizzare la mobilità attorno all’assunto che al tram “si deve” comunque fare posto! È chiaro a chiunque che l’impostazione è sbagliata. Con i soldi corrisposti a questa società si sarebbe potuto pensare a diversi interventi aggiornati per migliorare la mobilità senza aumentarla.

La società milanese capogruppo dell’ATI, peraltro, è specializzata in piani tradizionalissimi basati sull’efficienza ingegneristica ed economica. Il problema sociale e della rigenerazione urbana innescato da modifiche della mobilità non fa parte del suo bagaglio culturale; né una giunta di politici eletti e poi dimessi, senza competenze specifiche è in grado di fare domande precise all’ATI, ma sa solo ripetere che “il tram è buono”. Inevitabile che molti protestino, in primo luogo i commercianti. Sicuramente nei prossimi dieci anni (se non di più) i commercianti vivranno nell’incertezza, nel disagio per i lavori e nella fase di riadattamento delle abitudini. Tra dieci o quindici anni potrebbero stare meglio in effetti. Se saranno ancora vivi (commercialmente, intendo) e se il delicato equilibrio urbano non sarà stato compromesso.

Alle proteste e all’incapacità di gestire le proteste si reagisce in modo assurdo: per fare il tram si vuole – contro tutte le promesse elettorali gridate a gran voce dagli ingenui cortei arancioni – eliminare una pista ciclo-pedonale molto utilizzata e fare passare il tram “ecologico” in mezzo a una delle poche aree verdi rimaste. A parte l’eliminazione della viabilità ciclo-pedonale, di alberi e verde, il tram passerebbe dove non ci sono né persone né esercizi commerciali: l’importante è fare il tram, non che sia utile. E per andare ai negozi si dovrà comunque andare in auto tanto più che ci sono già supermercati con abbondanti parcheggi in via Facciolati. E ricordiamo infine come alla Guizza e all’Arcella usare la bicicletta costituisca una vera e propria istigazione al suicidio per la pericolosità del disegno e della gestione stradale.

Non basta! Per evitare di intasare il traffico a causa del tram e deviarlo comicamente dove non disturba nessuno e quindi non c’è utenza (cioè nel parco e sulla pista ciclabile), si vuole costruire un nuovo ponte. Geniale! Le macchine potranno passare sul vecchio (senza che il traffico diminuisca) e si realizza una nuova grande opera ad alto impatto ambientale al fine di realizzare la mobilità (sostenibile solo per le lobby sedicenti ambientaliste). Finito? Nemmeno per sogno! Per contrastare la riduzione di traffico che il tram avrebbe lo scopo di provocare, qualcuno addirittura propone di realizzare nuove strade in un quartiere residenziale. Se per fare il tram si fanno nuove strade e ponti, a cosa servono il tram e i parcheggi scambiatori – cementificazione dei suoli, ma “ambientalista” – se non a favorire un uso ulteriore delle auto?

Se evitassimo di credere alle favole forse potremmo ancora evitare la “ri-degenerazione urbana” verso cui stiamo procedendo. E, a proposito di favole, ricordiamo quella dell’ospedale “vecchio su nuovo”: se non ci sarà più l’ospedale (o sarà ridimensionato, ma io scommetto che appena fatto il nuovo scomparirà del tutto) bisognerebbe rivedere tutti i calcoli sul traffico: tram, strade e ponti saranno ancora più inutili mentre si sviluppa la guida autonoma e la mobilità elettrica, oltre alle telecomunicazioni. Non sarebbe uno scandalo se si ammettesse con onestà intellettuale che il tram lo si fa per i soldi e non per ridurre le emissioni e migliorare l’ambiente perché questo, se si continua ad agire e pensare (si fa per dire) solo in questo modo, non succederà mai.

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