Vicenza Calcio, la verità dei giocatori: «sembra un film horror»

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Si è svolta poco fa la conferenza stampa dei giocatori del Vicenza Calcio, dov’è stata raccontata la loro versione della situazione che si è venuta a creare attorno alla società. Il capitano Stefano Giacomelli ha esordito così: «siamo stati sommersi da racconti che i libri di favola dei nostri bambini non sono nulla in confronto. Una cronostoria di trattative e di infinite cordate che nel giro di poche ore sparivano nel nulla. Tante promesse non mantenute e parole dette senza avere nessuna conferma. E soprattutto nessun stipendio da agosto a questa parte. La nostra scelta di non disputare il derby di domani nasce proprio da tutto questo. Siamo dispiaciuti ma dobbiamo essere obiettivi ed è giusto dire basta. Abbiamo il dovere di dare uno stop ad una situazione surreale. In questi mesi non ci è stato portato rispetto ma noi quel rispetto lo vogliamo dare a quei 6500 abbonati che nonostante i momenti di difficoltà ci hanno sempre sostenuti e che non meritano tutto questo circo».

Giacomelli ha proseguito raccontando punto per punto tutto ciò che è successo dal ritiro di agosto fino ad oggi. «I primi dubbi iniziarono a sorgere quando per parlare di cifre e contratti ci si doveva dividere tra il signor Franchetto e il signor Pioppi. Ma chi decideva tra i due? Chi metteva i soldi? Prima dell’inizio della stagione, siamo stati invitati a casa del signor Sergio Dalla Vecchia, dove il signor Gianluigi Polato ha rassicurato la squadra dicendoci che era stato fatto il bilancio della stagione in corso e dicendo che non ci sarebbero mai stati problemi nel portare la stagione al termine. Durante la presentazione della squadra il signor Franchetto ribadì che nonostante la retrocessione la situazione economica era tranquilla. Il 15 ottobre, la prima scadenza, solo Giacomelli e Bianchi percepirono le due mensilità, compagni arrivati ad agosto ne percepirono solamente una ed altri compagni ancora meno. Vogliamo precisare che la squadra è sempre stata abbandonata a se stessa, fatto dovuto ad una dirigenza assente».

«Arrivati a novembre si presentò il nuovo presidente Francesco Pioppi, dopo pochi giorni arrivò anche Riccardo Ferri presentandosi come nuovo direttore generale e illustrandoci i piani societari tra i quali la regolarizzazione degli stipendi mese per mese. Subentrata la nuova cordata, per una ventina di giorni il nostro direttore sportivo Moreno Zocchi, unico punto di riferimento per noi, fu allontanato e chi iniziò la gestione sportiva fu Riccardo Ferri. Non riuscivamo a capire chi dovevamo ascoltare, a chi dovevamo credere e chi fossero i veri proprietari della società. A dicembre la squadra iniziò ad avere le prime incertezze. Il 14 dicembre si ripresentò la vecchia proprietà rappresentata dal signor Polato e dal signor Dalla Vecchia che confermarono il pagamento degli stipendi e comunicandoci che la cordata vecchia era stata allontanata e che si sarebbe ritornati sotto la gestione di ViFin».

«Saltati i pagamenti, al 18 dicembre venimmo a conoscenza che la società era stata venduta a Fabio Sanfilippo. Il terzo presidente della stagione in corso si presentò ad Isola dichiarando che avrebbe saldato gli stipendi entro la fine dell’anno aiutando in modo particolare i ragazzi che non avevano i soldi per tornare a casa dalle loro famiglie. Nel frattempo assistemmo ad una telefonata tra l’avvocato Polato e la cordata francese: la quarta. Lì abbiamo avuto la conferma che eravamo nel caos più totale e l’unica cosa rimasta da fare fu minacciare lo sciopero. L’unica soluzione per tutelarci era la messa in mora che avrebbe dato alla società 20 giorni di tempo per adempiere ai loro doveri. Durante la trasferta a Gubbio arrivò una telefonata dal signor Pastorelli il quale volle farci sentire la sua vicinanza dandoci un premio partita per poter aiutare almeno i giovani».

«A gennaio ci incontrammo con Sanfilippo che ci presentò il nuovo amministratore delegato, la signora Cinzia Tosini. Qui ci confermarono che i pagamenti sarebbero stati effettuati entro la scadenza della messa in mora. Che dire, questa ultima settimana è stata un film, forse horror: niente soldi, niente progetti e addirittura una richiesta di silenzio stampa per paura di raccontare a Vicenza e a tutta Italia la verità. Concludiamo precisando che l’intera squadra si augura che il campionato possa avere un proseguo e che se avessimo anche solo una possibilità affinchè questo ci fosse garantito, siamo pronti a ritirare tutti i ricorsi».

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