La sinistra come Cetto: «se mi voti, chiu pilu per tutti!»

Tra promesse di abolizione del canone Rai e delle tasse universitarie è gara al ribasso tra Renzi e Grasso

Siamo in campagna elettorale, e i partiti italiani – in particolare la sinistra (non ridete, per favore: si autodefiniscono ancora così…) – come da manuale, danno il peggio (cioè il meglio) di sé. Passato (ma mica tanto) il tempo del chilo di pasta e della scarpa destra di lauriana memoria, oggi parliamo di soldi.

«Via il canone RAI», proclama Renzusconi, dimenticando di quando, l’altro ieri, ha inserito questo balzello nella bolletta Enel, obbligando praticamente tutti a pagarlo, anche se non possiedono una Tv (ho un amico che da allora ha speso inutilmente una fortuna in raccomandate cercando di convincere chi di dovere che lui la televisione l’ha buttata dalla finestra vent’anni fa. Inutilmente: sta ancora pagando).

Ora tocca a “Libera e Bella”, che ha promesso l’abolizione delle tasse universitarie, trascurando di dire come, in tal caso, potrebbero sopravvivere le già disgraziatissime università italiane (ed evitando invece di proporre una riforma equa e “democratica” di quest’altro iniquo balzello). Come al solito ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

Adesso aspettiamo che un novello Cetto La Qualunque si proponga con lo slogan «Chiu pilu per tutti»: scommetto che sarebbe graditissimo da milioni di Italiani, e gli farebbe sicuramente vincere le elezioni. Lo so, c’è da vergognarsi a vivere in questo Paese, ma non ci possiamo fare niente.

Se non una cosa: il 4 marzo fare in modo di cacciar via questa genìa dal Parlamento. Chiunque vinca le elezioni, difficilmente potrà far peggio di loro.

(ph: iloveitalianmovies.com)