Céline vietato, la stupida censura che aiuta l’antisemitismo

Le istituzioni ebraiche bloccano la ripubblicazione dello scrittore francese. In Italia si possono trovare su internet

Riassumiamo brevemente i fatti, per chi se li fosse persi (il pezzo di Anais Ginori cui faccio riferimento è stato pubblicato su Repubblica del 12/1/18).Esiste uno Scrittore: Louis-Ferdinand Céline. Un Genio, un Profeta, che come pochissimi ha saputo esprimere la disperazione del vivere del secolo scorso. Nel suo viaggio negli abissi della notte, Céline si è spinto fino agli orrori dell’antisemitismo, trattato evidentemente come metafora del Male che ha attraversato il secolo, avvelenandone anche le menti migliori.

Per quei testi, Céline è stato condannato ad una damnatio memoriae che non si è mai attenuata, che praticamente ha impedito una obiettiva valutazione del suo immenso valore letterario ed umano, che continua imperterrita ancor oggi. Sperando che, a circa ottant’anni dalla pubblicazione di quei testi, si potesse finalmente leggerli con serenità, alcuni mesi fa l’editore Gallimard aveva pensato di ripubblicare in un unico volume tutti gli Ecrits Polemiques: “Bagatelle per un massacro” (1937), “La scuola dei cadaveri” (1938), “La bella rogna” (1941), riprendendone l’edizione canadese del 2012.

Ma aveva fatto i conti senza l’oste. Subito sono scesi in campo il Consiglio Rappresentativo delle Istituzioni Ebraiche, la Lega Internazionale contro il Razzismo, il Prefetto Delegato alla Lotta contro il Razzismo e l’Antisemitismo e lo storico Serge Klarsfeld, “sconsigliandolo” di procedere con l’operazione. Dopo aver tentato invano di resistere a questa spietata offensiva, Gallimard ha dovuto cedere, rinunciando al progetto, ma non al diritto di chiarire qual era stata la sua intenzione, affermando: «i pamphlets di Céline appartengono alla storia dell’antisemitismo francese più infame. Condannarli alla censura ostacola la ricerca delle loro radici e dell’ideologia di cui si nutrono creando una curiosità malsana, mentre dovremmo poter esercitare la nostra capacità di giudizio».

Questo dunque è lo stato dell’arte, e non vi è chi non veda non solo l’intollerabile intolleranza di chi ha attaccato Gallimard, ma anche la profonda stupidità e insipienza dell’operazione. Perché ciò significa che non pochi imbecilli continueranno a ricercare quei testi e a leggerli in conventicole segrete sperando di trovarvi chissà quali strumenti per nutrire il loro demente antisemitismo, oggi rinascente proprio grazie ad atteggiamenti consimili. Perché ciò significa sottomettere l’Arte a battaglie ed interessi di parte, che nulla hanno a che fare con la Letteratura e la critica storica e letteraria.

Perché – e qui sta, tra l’altro, la stupidità – non è comunque difficile procurarsi quei testi. L’edizione francese è liberamente disponibile su Amazon. Quanto all’Italia, “La scuola dei cadaveri” è disponibile su Amazon e in formato Ebook su Mondadori Store, e “La bella rogna” è stato pubblicato da Guanda nel 1982 (in un unico volume con “Mea culpa”), tradotto da Giovanni Raboni. Perfino il terribile “Bagatelle per un massacro” è stato pubblicato, anch’esso da Guanda, nel 1981, nella traduzione di Giancarlo Pontiggia. Raboni e Pontiggia: feroci antisemiti, com’è noto … Delle “Bagatelle”, se non ricordo male, si tentò all’ultimo momento di bloccare la distribuzione, ma fedeli librai si preoccuparono di riservarne qualche copia ai loro più fedeli clienti.

È dunque probabile che in qualche biblioteca si riesca a trovarli, a meno che qualche bibliotecario, debitamente istruito, non li abbia nel frattempo fatti sparire. Comunque, anch’essi sono disponibili su Amazon e perfino in pdf, mentre la versione cartacea delle “Bagatelle” viene venduta alla modica cifra di € 132.00: come volevasi dimostrare.

Credo non vi sia altro da dire. Delirio, arroganza, stupidità. Ed anche vergogna. Ma quest’ultima, in Europa, ormai non si sa più dove stia di casa.

(ph: lintellettualedissidente.it)