Fa scendere nigeriano per biglietto irregolare, capotreno condannato

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12:31 – I fatti risalgo al 2014: un capotreno aveva fatto scendere dal convoglio un nigeriano con un biglietto ritenuto non regolare perchè obliterato un’ora posteriore alla data di partenza del treno. Sospettando che il titolo di viaggio fosse stato alterato, il capotreno lo avrebbe costretto a scendere alla stazione di Santa Giustina dicendogli «se non sali non ti denuncio».

E’ notizia di oggi che il tribunale di Belluno ha condannato il capotreno a 20 giorni per tentata violenza privata nei confronti del nigeriano che ora si trova lontano dall’Italia perchè espulso. Sul capotreno incombe anche un procedimento per abuso d’ufficio.

Il governatore del Veneto Luca Zaia, esprime «piena e totale solidarietà al capotreno coinvolto in una vicenda incomprensibile per la gente comune, e a tutti i lavoratori delle Ferrovie dello Stato, costretti a fronteggiare sempre più difficoltà per il solo fatto di compiere il loro dovere. Fatta questa doverosa premessa invito tutti, a cominciare dal legislatore, a chiedersi quali siano le cause reali che portano a certe situazioni. Il fatto che il viaggiatore in questione sia straniero o italiano, bianco o di colore – aggiunge Zaia – non ha alcuna rilevanza. Ha rilevanza che di fatto viaggiava senza aver pagato od obliterato correttamente il biglietto. La vera questione da affrontare sono le leggi colabrodo vigenti in questo Paese, che in una intera legislatura il Parlamento non ha saputo modificare nella direzione della difesa della legalità invece che di un malinteso garantismo per chi non rispetta le regole del vivere civile». (Fonte: Ansa – 10:54)

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  • don Franco di Padova

    Se il Giudice ha travalicato la Legge, basta fare un esposto dei fatti al Consiglio Superiore della Magistratura.
    Se ha operato correttamente ed i fatti sono quelli illustrati, vuol dire che la legge è sbagliata, nel qual caso vi sono due rimedi possibili: uno politico parlamentare e l’altro promuovendo un referendum abrogativo.
    Senza scandalizzarsi ed infiammarsi.