«Pfas a Montagnana, a scuola si torna a usare acqua rubinetto»

«La cosa triste è che tra oggi e domani i bambini delle scuole comunali di Montagnana (Padova) torneranno ad avere cibo preparato con acqua di rubinetto. E il tutto in sordina. Il tutto appare ovattato, appianato, sistemato. Perché in fondo, a noi tutti piacerebbe essere finalmente fuori dal problema, fuori dall’incubo. Perché in fondo il problema ormai sembra essere solo a Lonigo (Vicenza) e limitrofi e di Montagnana non ne parla nessuno o quasi». Lo scrive in una nota il comitato “Mamme No pfas – Genitori attivi area contaminata“. «E il tutto accade nel bel mezzo di un periodo in cui si sta provando l’efficienza di nuovi sistemi di filtrazione, periodo che la Regione stessa, con il DGR 1591 del 3 Ottobre 2017 ha definito “fase sperimentale”senza sapere se e cosa accadrà dopo» continua il comunicato. «Il tutto senza nemmeno aver effettuato una controanalisi presso altro ente certificato (come l’Istituto Zooprofilattico), fidandosi unicamente dei dati Arpav che, per quanto si possa tentare di dimenticare, è l’ente che nel recente passato avrebbe dovuto vigilare sulla nostra acqua. Dimenticando che Arpav ne valuta 12 di queste sostanze, le principali, ma che purtroppo non misura tutti i vari precursori e prodotti secondari. Si parla di circa 3000 diverse sostanze. Il tutto senza nemmeno sapere quanti pfas hanno i nostri bambini nel sangue.

«Sì, perché la Sanità non lo vuole sapere, perché non avrebbe soluzioni da proporre ai genitori. Al comune di Montagnana – scrivono le mamme No pfas – chiediamo quindi il principio di precauzione: almeno per i nostri bambini, lo pretendiamo, lo urliamo con tutta la nostra voce. E si eviti, per una volta, di mettere in mezzo motivazioni economiche, dato che ben sappiamo i costi esorbitanti dell’avvio (e rapida conclusione) della plasmaferesi sui ragazzi, utilizzata come estrema ratio per togliere velocemente questi contaminanti dal sangue. A chi vuole parlare prettamente in termini economici ricordiamo che costa meno dare direttamente acqua (veramente) pulita che tentare di togliere l’inquinante dal sangue. Chiediamo inoltre di continuare la fornitura di acqua in bottiglia ad uso alimentare per le scuole comunali almeno fino a definizione finale, del piano successivo al periodo sperimentale in atto (sulla base del dgr 1591 del 03ottobre 2017), di avviare velocemente controanalisi presso altro ente regionale certificato, diverso da Arpav, di chiarire -conclude il comunicato -se e come sono stati utilizzati i due filtri regalati per le scuole di Montagnana dall’azienda Profine all’amministrazione comunale, alla fine dello scorso anno».

(ph: Facebook – Zero Pfas Montagnana)