BpVi e Vb, Bini Smaghi: «crac colpa anche dei soci»

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Il crac delle ex banche popolari venete «poteva essere evitato se i soci avessero deciso per tempo di cambiare gli amministratori. C’è da chiedersi perché non l’han fatto: non avevano tutte le informazioni sul vero stato di salute della banca, o quel sistema faceva comodo a molti?». Lo afferma l’economista Lorenzo Bini Smaghi oggi ai vertici di uno dei principali gruppi finanziari europei, Société Générale (precedenti incarichi in Fmi, Bankitalia e Bce). «Le maggiori responsabilità vanno attribuite agli amministratori, ai dirigenti, e a chi li ha nominati – precisa in un intervista di Eleonora Vallin sul Mattino a pagina 12 -. Le altre responsabilità sono di secondo livello e se lo scambio di informazioni tra le Authority fu imperfetto deriva dalla normativa, che probabilmente va adeguata».

«Uno dei problemi è stato di non dare sufficienti poteri alla vigilanza, specie nel rimuovere individualmente gli amministratori incompetenti e responsabili di mala gestio. I decreti attuativi delle direttive Ue non son stati ancora adottati dal Tesoro», aggiunge l’economista. «Sulle fusioni – continua – la ristrutturazione del sistema bancario italiano è all’inizio. Per essere redditizie le banche devono avere potere di mercato, che poche hanno in Italia. Le aggregazioni avverranno prima o poi. Il rischio è di aspettare una crisi per favorirle, perché in quel caso diventano particolarmente dolorose, non solo per le banche coinvolte, ma anche per il territorio». E sul fondo per i risarcimenti dai crac bancari conclude: «bisogna appurare che le vittime lo siano veramente, altrimenti i contribuenti pagheranno gli errori dei singoli».

 

 

 

 

 

(ph: wikipedia)

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  • Ilario Fantuzzi

    Bini Smaghi, un altro che si sveglia tardi: dov’era? “precedenti incarichi in Fmi, Bankitalia e Bce”

  • Filippo Candio

    si vada a leggere i bilanci fino al 2014 , per vedere se si conoscevano le reali condizioni della banca..Forse non capisce che i soci di queste banche non è che potessero andare in sede centrale assieme al commercialista di fiducia per andare a “spulciare” le carte della banca. Non funziona così , caro Bini Smaghi. Anzi , lo doveva fare Lei, questo lavoro

    • Luca

      ah… i soci che vanno in “sede centrale”…
      LoL !
      I soci spesso non sapevano nemmeno chi era nel cda o chi era ai vertici. Questo conferma che la colpa è anche dei soci… creduloni e invogliati da guadagni promessi come facili e sicuri ma incuranti della gestione. E ora paghiamo tutti.

  • Adriano Tolomio

    Bini Smaghi chi? Ma si rende conto che per ristorare i soci azzerati nei loro risparmi, bastava che invece di vendere la parte buona delle due Venete con tutti gli immobili (alcuni anche di grande pregio) al prezzo di 1 €, B. intesa fosse stata costretta a pagare l’affitto (come tutti) sugli immobili e nel tempo tutti sarebbero stati ristorati al 100%!

    • Pasquino Vicentino

      La invito a documentarsi meglio perchè in 4 righe non ha azzeccato un concetto che corrisponda al vero.

      • Adriano Tolomio

        Gentile Pasquino Vicentino mi dispiace per Lei eppure io posso fare a meno del suo gradimento.

        • Giancarlo Corradi

          Gradimento o meno, è importante dire le co
          se come stanno. E se non si sanno, meglio tacere. Legga l’accordo Intesa e provi a capire. Poi ci dirà. Criticare un personaggio come Bni Smaghi è solo segno di ignoranza estrema. Sepoi a criticarlo è chi ha acquistato le azioni Bpvi, è ridicolo. E tutto ciò, senza minima offesa, s’intende.

          • Adriano Tolomio

            Le azioni delle due Venete erano state vendute come sicure, non come investimento a rischio, perchè non quotate in Borsa ed il valore veniva deciso dai rispettivi CdA.. Invece poi non solo le azioni ma anche le obbligazioni sono state convertite in azioni per decreto! Interviene il ondo Atlante per poi passare tutti gli asset in bonus ad Intesa ad 1 €, mentre, sempre per decreto, i soci possono fare causa solo alla bad bank! Ho scordato qualcosa sig. Corradi?

          • Giancarlo Corradi

            Adriano, lei scrive che azioni sono state vendute come sicure ed esenti da rischio. Su questa asserzione non intendo disquisire in quanto la trovo assurda: sia per chi così l’ha proposta e sia per chi così l’ha creduta. Certo quel che è accaduto alla banca non capita spesso ma teoricamente possibile. Ma quel che più è assolutamente assurdo è che molti abbiano ‘investito’ anche ingenti somme contravvenendo alla nota e facile regola della diversificazione negli investimenti. Prestare 100000 euro a dieci persone è certo meno rischioso che prestarli ad uno solo. E il rischio era ancor maggiore proprio perché la banca non era quotata. Il mercato capisce molto di più il valore reale di quanto offerto. I cda che stabilivano i prezzi erano alla fine dei conti eletti dai soci, se non sbaglio. Le obbligazioni ‘convertibili’ nascono proprio con la facoltà di diventare capitale della banca (non per decreto) se questa lo ritiene. Quindi andavano evitate. Ancor di più quelle subordinate, tanto per capirci. Per salvare l’attività ordinaria della banca il buon Padoan ha offerto ‘il pasticcino’ a tutto il sistema bancario. Dato che non si è formata nessuna fila per accaparrarsi Bpvi e Veneto Banca, alla fine hanno ‘pressato’ Intesa per prenderle entrambe. Pensare che abbiano fatto un affare, non è reale. Fosse stato così ci sarebbero state chissà quante offerte. Invece si sono tutti dileguati alla chetichella. E per evitare un contagio molto negativo per il sistema del credito, hanno patteggiato con Intesa che mi pare abbia speso 1,5 mld. Sul fondo Atlante, stendiamo un velo veramente pietoso. Tanti soldi sfumati e buttati al vento. E per ultimo dirò che alla fine le attività erano ben inferiori ai crediti deteriorati. Questi ultimi saranno ceduti con sconto ed alla fine avanzerà ‘una bella perdita’. Altro che cause alla bad banca. Un saluto

          • Adriano Tolomio

            Non posso che concordare con quanto da Lei scritto, eppure rimane il fatto che 200.000 risparmiatori e non speculatori, hanno visto i loro risparmi azzerati. Come potevano non fidarsi della banca del territorio?

          • Giancarlo Corradi

            Adriano, ovviamente è un fatto molto ma molto spiacevole. Inutile rimarcarlo. Tutto dovrebbe accadere meno che quanto avvenuto. Ma deve essere occasione per riflettere e porre attenzione quando si tratta di quanto abbiamo di più importante: i nostri risparmi. Un saluto.

          • Adriano Tolomio

            Ricambio il Suo saluto.

  • Pasquino Vicentino

    In parte condivisibili le parole di Bini Smaghi. Che gli amministratori la facessero fuori dalla tazza era noto a tutti in città, almeno a quelli che usavano il cervello. Inoltre notizie si trovavano in diverse testate, soprattutto in giornali considerate “ostili” da Zio Gianni, e guarda caso però tra le testate ostili: Il Sole 24 ore, Repubblica e l’Espresso, che sono politicamente schierati per carità, ma non proprio stupide. Soprattutto riguardo Il Sole si diceva che era astioso con la banca solo per il fatto di aver disdetto gli abbonamenti, quando in realtà era necessario limitare le spese anche le più piccole, perchè non c’erano più soldi in cassa. Altro discorso invece per le “estorsioni” legate alle baciate e alle altre truffe sistematiche sui bilanci falsati, che devono fare il loro corso. In ogni caso l’azionista ha un concorso di colpa.