Pfas, contaminati veronesi: ancora niente “secondo livello”

I contaminati residenti nei tredici Comuni veronesi esposti all’inquinamento da Pfas non vengono sottoposti a visite specialistiche né ad ulteriori controlli. Come scrive Luca Fiorin su L’Arena a pagina 30, ciò è dovuto alla mancanza di un centro di secondo livello, che dovrebbe essere allestito a Legnago. Attualmente non si riesce a fornire una struttura sanitaria riservata alle persone per le quali risulta necessario svolgere approfondimenti, come quella attiva da novembre a Lonigo, nel Vicentino. Oltre il 35% della popolazione della provincia veronese, quindi, è escluso al momento da forme specifiche di assistenza e da terapie volte ad eliminare i Pfas.

La plasmaferesi e lo scambio plasmatico sono stati sospesi da circa un mese e mezzo, in seguito a verifiche avviate dal ministro della Salute Lorenzin, che ha sollevato dubbi sulla loro efficacia e correttezza e alla reazione polemica della Regione. Il dirigente del servizio di prevenzione dell’Ulss 9 veronese Luciano Marchiori ha assicurato che il centro di secondo livello a Legnano sarà avviato nel giro di un paio di mesi.