#Sposachivuoi, Tosi: «censura Comune inaccettabile»

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14:11 – Flavio Tosi, ex sindaco di Verona, ha commentato il caso dello slogan #sposachivuoi che ha sollevato un polverone di polemiche durante la rassegna “Verona Sposi” tanto che l’assessore comunale Edi Maria Neri ha chiesto di togliere lo stand. «Le convinzioni personali sono una cosa, e ognuno è libero di avere le proprie idee, purché rispettose degli altri. La legge dello Stato vale per tutti sempre e ovunque, e va rispettata, in primis da un ente pubblico. Che un’amministrazione comunale, arrivi a censurare un’azienda di wedding planner, danneggiandola, solo perché promuove le unioni civili è inconcepibile».

«Non è accettabile – continua Tosi – che un Comune imponga agli organizzatori di una manifestazione di togliere ciò che non è gradito alla persona dell’avv. Federico Sboarina. L’orientamento politico, che sia reale oppure ostentato per ragioni di puro tornaconto elettorale non può mai prevaricare la libertà delle persone, per di più violando la legge. Un’amministrazione comunale deve essere sempre laica e difendere i diritti di tutti i cittadini, come giustamente impone la Costituzione».

«Oltretutto forse il Sindaco Sboarina dimentica che a Verona ci sono molti luoghi dove, a norma di legge, vengono celebrate le unioni civili – conclude – . Sarebbe stato di gran lunga meglio se l’attuale amministrazione comunale, anziché boicottare lo stand di una professionista con una polemica stucchevole, avesse continuato a fare ciò che sta facendo da otto mesi, cioè nulla». (Fonte: Ansa – 13:11)

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  • Massimo

    Ed eccola la verità: queste destre vi vogliono controllare stringendovi per le palle, con le mani strette nei vostri pantaloni. La libertà è per chi ha il potere, e può imporlo agli altri. Al limite un po’ di libertà resta per chi è del tutto conforme e adeguato. Tutti gli altri, fuori! Con lo spettro del moralismo vi costringeranno a sottomettervi al potente di turno, perchè è giusto. Fine della libertà di espressione, fine della libertà di insegnamento, fine della libertà di decidere del proprio corpo, fine della libertà di avere una morte dignitosa.
    Certo, un popolo per la famiglia, peccato che non sia la tua.