Verona, Sgarbi: «l’Amarone mi sta sul c…, bevo Lambrusco»

«Io sono poco adatto a questa riunione perché sono un sostenitore totale, fanatico, universale, europeista del Lambrusco. A me l’Amarone sta sul cazzo. Io non capisco perché agli eventi sul Lambrusco non mi invitano mai: un vino che sembra la Coca Cola, che spumeggia, un vino inutile». Parola di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte, ospite dell’evento Amarone 50°, tenutosi dal 3 al 5 febbraio a Verona, durante il quale i visitatori hanno potuto assaggiare l’annata 2014 del pregiato vino scaligero,  ha aperto il suo intervento con la solita verve polemica e provocatoria racchiusa in un linguaggio espressionista che non disdegna l’utilizzo del turpiloquio.

La provocazione è continuata: «il Lambrusco – ha spiegato Sgarbi – è la variante volgare dell’Amarone. Quando pensate che la bevanda più bevuta al mondo è la spremuta di merda che si chiama Coca Cola, vuol dire che il mondo è pieno di malati mentali. Non puoi chiedere Coca Cola quando c’è l’Amarone. E non dico Lambrusco». Questo suo atteggiamento irriverente è stato forse dovuto all’accostamento secondo lui forzato tra arte e vino. Per una volta, a quanto pare, Sgarbi voleva veramente parlare della sua materia di competenza. E invece no, gli hanno chiesto di parlare di vino. «Negli ultimi 10 anni mi chiamano a parlare sempre di “arte e vino” – ha sbottato il critico e politico ferrarese –  io farei volentieri a meno, ma è come se il vino avesse necessità di essere riportato nell’ambito suo, trovando una radice artistica che prima nessuno cercava. Qui è stata fatta addirittura una mostra con la mia amica dell’Amarone, la Allegrini, che ha avuto minor successo di quanto si poteva attendere. Dopo i primi giorni c’è stato un calo di visitatori, perché la mostra non si chiamava, com’era giusto, “Da Tiziano a Picasso”, ma “Arte e vino”. Uno pensava che si facesse l’esposizione di bottiglie, con delle fotografie. Un titolo del cazzo, come fanno spesso i curatori di mostre. Chi va a “Vinitaly” – ha concluso Sgarbi -beve e va via per i cazzi suoi. Se ne sbatte i coglioni di arte e vino. Bisogna mantenere gli ambiti».

(Fonte: Vinialsupermercato.it)

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