«Lavoro, orari flessibili: Veneto come la Germania»

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«Quello che è accaduto nella regione del Baden-Württemberg, in Germania, potrebbe accadere anche in Veneto con gli opportuni “distinguo” per un territorio che conta sì piccole e piccolissime imprese, ma che ha nella cultura della flessibilità e della partecipazione i suoi tratti caratteristici e la ragione della sua capacità di competere». È quanto afferma l’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan, in merito all’accordo pilota raggiunto ieri in Germania tra il sindacato dei metalmeccanici e gli imprenditori del länder tedesco su orari di lavoro e salari. L’intesa sulle nuove norme contrattuali introduce nelle grandi aziende del Baden-Wurttemberg la possibilità delle 28 ore settimanali per i lavoratori che hanno bisogno di accudire figli o genitori anziani, ma anche la possibilità di estendere a 40 ore l’orario settimanale per chi vuole lavorare di più.

«Contratti di secondo livello, previdenza complementare e organizzazione del lavoro con un occhio alla responsabilità sociale d’impresa – prosegue Donazzan – sono spesso presenti nelle migliori realtà produttive venete di media e grande dimensione. E certamente, potrebbero avere ulteriore slanci e formalizzazione con la realizzazione piena dell’autonomia, nell’ambito della competenza costituzionalmente prevista della Tutela e sicurezza del Lavoro. C’è bisogno tuttavia di coraggio e di capacità di anticipare tempi e scenari futuri – conclude la responsabile delle politiche regionali per il lavoro e l’occupazione – e non mi riferisco tanto alla Regione e ai veneti, ma alle condizioni che il governo dovrà condividere nella cessione di competenze».

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  • Lupis Tana

    certo vogliono anche loro le 28 ore settim. per poi andare a fare 16 ore di volontariato sfruttati e malringraziati. t l