Pfas, Puppato (Pd): «Zaia scarica costi su cittadini»

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Partito Democratico Veneto

L’incontro tra i tecnici del Ministero dell’ambiente e la Regione del Veneto ha fatto chiarezza su chi si è attivato per affrontare il problema. È parso chiaro a tutti che, ad oggi, gli unici fondi disponibili e destinati alla realizzazione del nuovo acquedotto bypass necessario per portare acqua pulita nei rubinetti delle case vicentine, veronesi e padovane sono 80 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero ambiente.

L’incontro si è tenuto ieri a Roma, era stato richiesto dai genitori No Pfas e organizzato dalla senatrice veneta Laura Puppato e dalla deputata veronese Alessia Rotta. Il Ministero dell’Ambiente, hanno riportato i tecnici, ha deciso di intervenire per sostenere la costruzione di un nuovo acquedotto, disegnato per superare la falda inquinata. L’infrastruttura consentirà di abbattere i costi in bolletta altrimenti scaricati sui cittadini della zona colpita. Nulla se non il costo di progettualità ancora allo stadio preliminare, giungerà dalla Regione del Veneto per un importo di un milione e mezzo di euro. La disponibilità delle risorse consente di procedere alla realizzazione del nuovo acquedotto nell’arco di un anno, massimo 18 mesi. Molto dipenderà anche da quanto tempo la Regione impiegherà nella redazione dei progetti e dalla figura tecnica capace di coordinare le parti.

«È evidente che a 5 anni dalla scoperta delle falde inquinate», afferma Alessia Rotta, «è necessario intervenire con maggiore tempestività per tutelare la salute dei residenti e mettere al riparo la catena alimentare». «La priorità adesso è fare un monitoraggio su allevamenti e imprese agricole delle zone inquinate per capire dove sia eventualmente necessario intervenire – aggiunge il segretario veneto del Pd, Alessandro Bisato -. È impensabile che allevatori e imprese agricole della nostra regione affrontino da sole un’emergenza di questo tipo».

Purtroppo la Regione Veneto «ha perso molto tempo», ricorda Laura Puppato, «e sta scaricando i costi sui cittadini». Il sistema di filtraggio a base di carboni attivi fin qui attuato viene interamente sostenuto dall’aumento delle bollette. Il Ministero, per bocca dei suoi tecnici ritiene che il Commissario debba operare a breve attuando nuove tecnologie disponibili che consentano di rendere potabile l’acqua utilizzando metodi più efficaci e meno costosi, come la desalinizzazione.

Partito Democratico – Unione regionale del Veneto

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