Basta tapparsi il naso: viva il voto inutile

Il falso mito della governabilità ci ha portati al disastro. Ma gli indecisi possono salvarci. Abbandonando la logica del “meno peggio”

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Premessa. “Avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile”, David Foster Wallace.

Indro Montanelli nel ’76 invitò i moderati a turarsi il naso e votare Democrazia Cristiana. Montanelli inventò l’elettore tapponasista, cioè l’elettore che turandosi il naso diventa  decisivo. Da allora molti tapponasisti sono passati sotto i ponti delle elezioni. La logica che guida il tapponasismo e quella del meno peggio, cioè del morigerato moderato senso di responsabilità per il voto utile, questa logica però ci ha portato al peggio, non al meno. La base culturale del tapponasismo è la demagogia della governabilità, ad essa tutto deve essere sacrificato. La mitologia della governabilità* risponde all’idea del buon governo da parte di presunti competenti (più o meno tecnici). La santa governabilità è la panacea al cattivo governo del popolo, che è democratico e ragionevole solo quando vota secondo il volere dei tecnici illuminati.

Data la premessa, uno dei peggiori esiti elettorali, auspicato e considerato utile da Bruxelles, sarebbe un governo Pd e Forza Italia, con arcipelaghi centristi annessi, tutti €uropeisti, tutti moderati e con grande senso di responsabilità.  Un parlamento a maggioranza PD&FI sarebbe un vero e proprio disastro, inteso nel suo significato di sciagura, calamità, vasto evento avverso con le sue conseguenze anticostituzionali. Questo disastro può essere evitato dai decisivi indecisi solo se escono dalla logica del meno peggio e optano per un sano e salvifico: voto inutile. Mai come in queste elezioni sarà utile esprimere voti validi, le schede bianche e l’astensionismo favoriscono il “Disastro”. Infatti, secondo l’art. 59** della legge elettorale, le schede bianche e nulle sono ininfluenti per la determinazione dei quorum, ma, un’ampia presenza di utili voti inutili sarà un forte segnale di resistenza democratica. Come possiamo esprimere utili voti inutili?

Se a destra le granitiche convinzioni di Casapound e Forza Nuova non lasciano dubbi, un sicuro voto di protesta democratica per gli indecisi di sinistra potrebbe essere quello per il Partito Comunista di Marco Rizzo (in foto), uno dei pochi che ha capito il progetto politico autoritario dell’unione monetaria. L’aspetto divertente delle prossime consultazioni sono le affinità economiche tra Rizzo, Borghi, Bagnai e Crosetto. L’invenzione letteraria di Antonio Pennacchi ha potenzialità governative. Considerazioni diverse vanno fatte per LeU,M5S, Lega e Fratelli d’Italia.

La nostra casta, con la scelta delle liste bloccate e l’impossibilità del voto disgiunto, ha scelto di coartare l’esercizio democratico del diritto di voto. Ma se non è possibile il voto disgiunto nella scheda è sempre possibile disgiungere il voto tra le due Camere, manifestando in questo modo un’efficace protesta democratica.

I filo €uro che credono di essere sinistra, se non se la sentono di votare comunista, possono esprimere un meno peggio utile voto inutile per Liberi e Uguali, in una camera, e optare per l’altra camera per una delle altre variegate proposte di sinistra. Invece gli €uro disorientati, ne di destra ne di sinistra, hanno spazi olfattivi ambigui. Purtroppo le opzioni per un utile voto inutile disgiunto sono racchiuse tra l’ambiguità politica di una parte (5 Stelle), e l’ambiguità strategica dell’altra (Lega). L’ambiguità politica dei 5 Stelle trova riscontro nelle dichiarazioni del Capo Politico. Sia chiaro, qui non si vuole esprimere un giudizio, le scelte erga omnes del Garante e del Capo Politico dei 5 Stelle sono un aspetto organizzativo accettato dai penta stellati, contestarle è ipocrita; qui si vuole sottolineare l’aspetto metodologico del passaggio da No €uro a NI €uro del MoVimento. Invece, l’ambiguità strategica della Lega consiste nella pericolosa alleanza elettorale con Forza Italia e la Quarta Gamba Centrista, in nome della dea governabilità. Salvini rischia di tirare la volata a Silvio e al filo europeista governativo Lupi. Salvini rischia di vanificare la coraggiosa scelta di aver candidato un economista di sinistra, sicuro erede intellettuale di Federico Caffè, il Prof. Alberto Bagnai. Per  Fratelli d’Italia valgono le considerazioni fatte per la Lega, mi riesce difficile vedere Guido Crosetto e Antonio Tajani seduti allo stesso tavolo europeista.

Per esempio all’interno della dicotomia tapponasista Movimento 5 Stelle vs Lega sono possibili le seguenti soluzioni:

Camera            Senato

Prima              5 Stelle            Lega o viceversa.

Seconda          Altra lista        5 Stelle o viceversa.

Terza               Altra lista        Lega o viceversa.

In ogni caso è importante non votare all’uninominale candidati di sicura fede €uro, anche se questo può comportare al proporzionale un sacrificio affettivo.

Se andiamo a votare turandoci il naso almeno votiamo disgiuntamente. L’Italia ha un disperato bisogno di democratici voti inutili: validi. Mi si obietterà che questo comportamento favorisce l’ingovernabilità*. Ricordo che la storia ci insegna che sotto l’impero dei governi balneari e della Liretta, la c.d. Prima Repubblica, l’Italia è passata da paese sottosviluppato a potenza economica, riducendo la povertà; mentre sotto l’impero della governabilità e dell’€uro,  Seconda Repubblica, è aumentata la povertà e diminuito il PIL. Parafrasando l’Elogio dell’Imperfezione di Rita Levi Montalcini. “L’ingovernabilità è una tappa obbligata per difendere la democrazia. L’ingovernabilità, così consona agli italiani, merita perciò un elogio e un voto”.

* Interessante il lavoro della Prof.ssa Elisa Olivito  Le inesauste ragioni e gli stridenti paradossi della governabilità

** L’articolo 59 del decreto del Presidente  della  Repubblica  n. 361 del 1957 e’ sostituito dal seguente: «Art. 59. – 1. Ai  fini  del  computo  dei  voti  validi  non  sono considerate, oltre alle schede nulle, le schede bianche».

(ph: Facebook – Partito Comunista)

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  • don Franco di Padova

    Il problema della governabilità, in un parlamento dove oltre 150 “Onorevoli” cambiano fronte politico durante una legislatura, non si pone.
    È giusto votare per la parte politica che si considera affine, senza arrendersi a condizionamenti truffaldini del tipo: prima stabilisco regole di comodo e poi l’elettore dovrà fare scelte “responsabili”, cioè darmi il voto se vuole governabilità.