Foibe, Veneto compatto: «via il Cavalierato al criminale Tito»

In occasione del Giorno del Ricordo, istituito per non dimenticare la strage delle foibe, il consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità una risoluzione per chiedere al Parlamento di revocare l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica a Josip Broz Tito. Il titolo onorifico fu concesso al dittatore jugoslavo nel 1969 dall’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Secondo quanto sostenuto dal governo italiano, sollecitato in passato più volte sul tema, la possibilità di revocare una onorificenza presuppone l’esistenza in vita dell’insignito e ciò vale, come ricorda la Risoluzione approvata dal Consiglio regionale, dunque non solo per Tito, ma anche per i coniugi Ceausescu o il dittatore Mobuto. Tuttavia ai taccuini di Vvox il consigliere regionale di Leu Piero Ruzzante sottolinea che il suo voto favorevole va all’«esigenza di carattere generale di poter togliere le onorificenze a chi è già morto, come nel caso dei vari Comuni in cui si chiede di togliere quelle date a Mussolini».

La risoluzione della giunta regionale del Veneto, infatti, fa richiesta al parlamento di modificare la legge n.178 del 1951 che regolamenta la concessione e revoca delle onorificenze, per permettere la cancellazione dei titoli di merito della Repubblica anche a persone decedute che in passato si sono macchiate di gravi crimini contro l’umanità. Al maresciallo Tito, spiega il comunicato, «sono ascrivibili una serie di crimini tra i quali quelli perpetrati nelle terre giuliane-istriane-dalmate e che tali crimini hanno portato nel secondo dopoguerra alla pulizia etnica nei confronti delle popolazioni italiane e venete in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia». Con l’introduzione della legge 92 del 2004 fu istituito il Giorno del Ricordo, «al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale». Secondo il Consiglio regionale «la permanenza di Josip Broz Tito tra le figure meritevoli di onorificenza della Repubblica contrasta apertamente con le finalità della Legge 92/2004».

(ph: Profimedia)