Pusher evita espulsione, il giudice: «ha figli»

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Un albanese di 35 anni residente nella provincia di Vicenza era stato arrestato nel 2015 dopo che i carabinieri gli avevano trovato in macchina sei etti di eroina e un chilo di cocaina. Come scrive Andrea Priante sul Corriere del Veneto nell’edizione di Treviso e Belluno a pagina 9, l’uomo è stato condannato a tre anni e mezzo ed era stato dichiarato «socialmente pericoloso». Il questore di Vicenza gli ha in seguito negato il rinnovo del permesso di soggiorno ordinandone l‘espulsione, ma l’uomo si è rivolto al Tar del Veneto per poter rimanere in Italia, vicino ai suoi figli di 4 e 6 anni.

Il giudice di Venezia ha diramato una sentenza in cui si legge che «nei confronti dello straniero che abbia legami familiari nel territorio dello Stato, l’eventuale diniego del permesso di soggiorno deve essere preceduto da una valutazione che tenga conto dell’interesse dello straniero e della sua famiglia alla conservazione dell’unità familiare, dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine, nonché della durata del suo soggiorno. L’esistenza di una condanna, per quanto relativa a un reato grave e tale da comportare allarme sociale non è sufficiente a giustificare il diniego qualora sussistano legami familiari e una stabile permanenza in Italia». Lo spacciatore quindi non può essere espulso. Soddisfatti gli avvocati, che palano di «sentenza innovativa».

 

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  • Lupis Tana

    a quando una sentenza innovativa per gli avvogati… t l

  • don Franco di Padova

    Conto che i familiari dei giudici del Tar possano apprezzare le attenzioni dell’albanese in questione perché non ha senso stare vicino ai figli se poi non si possono mantenere.
    Anche questo principio sarebbe innovativo…