Pfas, Moretti: «estendere screening a bambini, basta prese in giro»

«La Giunta deve dare delle risposte, certe, non tanto a noi quanto alle famiglie che vivono nella zona rossa: le loro richieste sono sacrosante, la salute dei bambini non è una questione da sottovalutare. E invece sul caso Pfas le tante, troppe, sottovalutazioni della Regione sono sotto gli occhi di tutti: sarebbe meglio, quindi, non perseverare». È quanto afferma la consigliera regionale del Partito Democratico Alessandra Moretti in merito alla risposta all’interrogazione (della quale era prima firmataria) sul mancato screening per rivelare la presenza di Pfas nel sangue, da effettuare su un campione di bambini nati dal 2013 e residenti nella “zona rossa” interessata dalla contaminazione.

«Questa interrogazione l’avevamo presentata dopo l’incontro con il Comitato dei genitori che da mesi chiede l’attivazione dello screening di monitoraggio in modo da capire se i filtri a carboni attivi, installati per abbattere le concentrazioni di Pfas, funzionano davvero. Non si capisce perché, dopo il parere positivo del direttore generale dell’Ulss 8, sia ancora tutto fermo. La Giunta – attacca Moretti – continua a barcamenarsi: non ritiene sufficientemente rappresentativo il campione volontario dei 50 bambini? Bene lo aumentino, estendendo così il Piano di sorveglianza. Ma lo facciano immediatamente. Non possiamo accettare che, a distanza di nove mesi, ci sia solamente un documento in via di stesura. Questa è una presa in giro, tanto più grave se si considera che il bene da tutelare, sempre e in ogni caso, è quello della salute dei più piccoli».

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