BpVi, nuove accuse a Zonin & C: «mentirono alla Bce»

Spuntano nuove accuse nei confronti degli ex vertici della Banca Popolare di Vicenza. Come scrive Benedetta Centin sul Corriere del Veneto a pagina 11, i sostituti procuratori Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori, contestano ora all’ex presidente Gianni Zonin e agli altri 6 già indagati nel filone principale del processo, di aver ostacolato le ispezioni degli ispettori della Bce e della Banca d’Italia durante le verifiche effettute nella sede di Vicenza nel 2014.

In particolare Zonin, l’ex direttore generale Samuele Sorato, l’ex consigliere Giuseppe Zigliotto, i tre vicedirettori generali Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta e Paolo Marin, e il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili Massimiliano Pellegrini, avrebbero «occultato con mezzi fraudolenti, o comunque omesso di dare comunicazione dell’esistenza di numerosi finanziamenti concessi a terzi finalizzati all’acquisto di azioni BpVi… o dell’esistenza di lettere contenenti l’impegno della banca al riacquisto delle azioni». Inoltre i 7 avrebbero «esposto fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione patrimoniale di BpVi», rappresentando «ratios patrimoniali e ammontare del patrimonio di vigilanza superiore a quelli reali, per un importo complessivo di 886 milioni». L’obiettivo dei sostituti procuratori è riunire questo filone d’indagine a quello principale per aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto.

 

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