Terremoto M5S, l’uscita di Borrelli è un colpo di fortuna

Il Movimento colga l’occasione trasformarsi in grande partito. Abbandonando le logiche che proprio l’eurodeputato rappresentava

Secondo Marco Canestrari, ex dipendente della Casaleggio Associati e autore con Nicola Biondo del libro “Supernova: così è stato ucciso il Movimento 5 Stelle”, con “rimborsopoli” Davide Borrelli non c’entra: «paga l’essersi schierato con Beppe nella lotta di potere in atto nel M5S». Canestrari ha twittato un post di Borrelli datato 24 ottobre 2017 in cui l’europarlamentare criticava la gestione attuale, sostenendo che «in questi ultimi anni anziché parlare alle persone abbiamo parlato a noi stessi e tra noi. Litigandoci la presenza di uno o l’altro come fosse un trofeo da esporre. Ha ragione Beppe Grillo, come sempre, abbiamo sbagliato qualcosa. Non è troppo tardi».

A molte persone faranno sorridere queste parole di Borrelli, vittima dello stesso sistema che nel 2010, lui e Grillo, applicarono ad altri. Infatti, le sue vicende possono stupire solamente persone entrate nel Movimento dopo il 2010 o smemorati opportunisti dei primi anni. Il vero problema del M5S, non è rimborsopoli, ma sono le vicende sottostanti all’uscita dell’eurodeputato. Il tempo è galantuomo, ha reso giustizia a molte persone, ai meno noti Franco Dal Col, Serenetta Monti, Carlo Reggiani, e ai più noti Sonia Alfano, Federica Salsi e Federico Pizzarotti.

L’uscita di Borrelli è un colpo di fortuna inaspettato per il M5S se, e solo se, i militanti vorranno effettivamente comprendere e affrontare il punto debole del partito, cioè sempre che vogliano passare da un partito grande elettoralmente a un grande partito. L’onestà pecuniaria non è sufficiente se non è accompagnata dall’onestà intellettuale: il mero rispetto delle regole è un indicatore importante, ma a volte può essere un paravento o un boomerang in presenza di un’etica politica ballerina.

Un tipico esempio è proprio la fantozziana vicenda del cambio di gruppo a insaputa del gruppo, l’etica della partecipazione a sovranità limitata dei militanti, un’etica ben rappresentata dall’europarlamentare. Questo è il punto debole che la parabola Borrelli evidenzia.

(ph: Facebook David Borrelli)

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