Ospedale Padova, l’ora della verità a sinistra: voterà “no” solo Ruffini?

Approvato in giunta l’accordo con Zaia, per Coalizione Civica e il vicesindaco Lorenzoni si avvicina il redde rationem

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Il percorso del nuovo polo ospedaliero di Padova ha cominciato a fare i primi passi anche negli uffici amministrativi di Palazzo Moroni. Nei giorni scorsi la giunta di centrosinistra di Sergio Giordani ha dato il via libera al recepimento del pre-accordo dello scorso 21 dicembre firmato dal sindaco e dal presidente della Regione Luca Zaia, che prevede il doppio polo sanitario: uno a Padova Est ed uno
sul sito attuale. Lo champagne però rimane ben chiuso in frigorifero. Prima di stapparlo e di porre un punto di partenza solido bisogna, infatti, che il pre-accordo sia ratificato dal consiglio comunale.

In sede di approvazione Giordani fece sapere che tutto sarebbe stato rimandato a dopo il 4 marzo per non turbare le elezioni politiche. In realtà un tempo così lungo serve, molto probabilmente, a far digerire una decisione che non ha entusiasmato una parte della maggioranza, in particolar modo Coalizione Civica, che nel programma presentato agli elettori aveva scritto ben altro. Non è così scontato che il tempo sia galantuomo. Già in dicembre furono sibilline le parole del consigliere Rampazzo «sia chiaro che in consiglio ci sarà libertà di voto» prese alla lettera da una nota ribelle come Daniela Ruffini, consigliere comunale di estrema sinistra della Coalizione Civica di sinistra (in foto), che alla fine dello scorso anno dichiarò «ci mancherebbe che non fossimo liberi di votare come vogliamo… nel nostro programma c’è scritto tutt’altro rispetto all’accordo fumato da Zaia e Giordani» implicando pertanto un voto negativo.

Ma la Ruffini, anche se è l’unica ad essersi espressa chiaramente, non è la sola che è insofferente verso la decisione dei due poli ospedalieri, tant’è che sono eloquenti i silenzi degli altri due consiglieri: Sangati e specialmente Marinello, che difficilmente sta zitto.  Ad oggi sull’ospedale tutto tace negli ambienti civici arancioni: è un mondo difficilmente controllato e controllabile, dove ognuno si sente libero e nemmeno Lorenzoni, candidato da loro sostenuto ed oggi vicesindaco, riesce ad essere considerato un punto di riferimento e leader. Il nuovo mondo di questi, per modo di dire, “civici” prestati alla politica comunale è così: briglia sciolte, mai una presa di posizione, critica delle regole e gli unici vincoli sono, forse, quelli provenienti dalle decisioni prese con la partecipazione durante le assemblee.

Guardando proprio al tema del nuovo policlinico, lo scorso novembre – non secoli fa – in un’assemblea fu approvata una mozione che vincolava i consiglieri per un solo polo ospedaliero e si rifiutava in maniera categorica il progetto di Zaia, chiamato con tono dispregiativo ricatto, dei due poli. Poi il sindaco Giordani a dicembre firmò lo stesso. A breve il nodo arriverà al pettine: cosa faranno i quattro consiglieri? Uno ha già detto che si atterrà al programma, ma gli altri? Verranno screditati sia la mozione che il programma? La decisione sarà uno snodo fondamentale per i consiglieri di Coalizione Civica, guidata dal vicesindaco Arturo Lorenzoni: resistere alle proprie regole, oppure screditarle? È giunto il momento di prendersi un po’ di responsabilità: decidere e metterci la faccia e non nascondersi, come al solito, dietro un dito e poi  gloriarsi facendo propri i meriti altrui. Dopo tutto è una forma di rispetto non solo verso la maggioranza, ma soprattutto verso Padova ed i padovani, che potranno capire finalmente se potrà davvero partire il tanto agognato progetto ospedaliero.

Tags: , , ,

Leggi anche questo