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    Categoria: Malpelo

Cicap, a Padova un’antenna pro-scienza «contro le fake news»

L’associazione fa 30 anni. Dagli ufo ai vaccini, all’insegna del dubbio: «oggi i ciarlatani non sono più imbonitori: si travestono da scienziati»

«Uno dei nostri obiettivi di sempre è quello di contrastare al meglio il pensiero antiscientifico con un’opera di divulgazione che al tempo sia rigorosa ma anche efficace e alla portata del maggior numero possibile di persone». È con questa formula che l’informatico padovano Enrico Zabeo spiega la scelta dell’associazione “smascherabufale” Cicap, di cui è il referente locale, nel dare vita ad un progetto di contenuti audio su internet (podcast in gergo), che a partire dal 18 gennaio di quest’anno ha debuttato sul web nella forma di un quindicinale. Il nome che ha tenuto a battesimo l’iniziativa è “Radio Cicap”, che ha già avuto buoni risultati, specie su Itunes.

Il Cicap, che ha la sua sede nazionale a Padova, dal 1989 opera ininterrottamente su tutto il territorio italiano. E l’anno prossimo si prepara a soffiare sulle 30 candeline. L’associazione, che è membro del Consiglio europeo delle organizzazioni scettiche, è articolata sulla penisola in gruppi locali che godono ampi margini di manovra. Il numero di attivisti, spiega Zabeo, non è sempre correlato alle attività organizzate sul territorio: «qui nel Veneto e specie a Padova noi abbiamo un eccellente rapporto con gli studenti universitari che sono interessati al nostro lavoro. Partecipano, spesso collaborano come nel caso di un ciclo di conferenze chiamato Science toolbox». Poi ci sono le iniziative più conviviali in cui il rigore scientifico e l’ironia si mettono insieme come quella della “Razionale alcoolica” meglio nota come “Scettici al pub” (che però non è ancora sbarcata in Veneto).

Anni fa il comitato è diventato famoso per le sue sortite anti-bufala (per esempio su Striscia la Notizia). I suoi esperti si spostavano in giro per il Paese analizzando di volta in volta una «apparizione miracolosa», la segnalazione di cerchi nel grano, prodigi, profezie varie, Ufo («oggetto volante non identificato», non necessariamente alieno). Puntualmente gli esperti arrivavano a due conclusioni: o si trattava di una balla, o non c’erano elementi sufficienti per una valutazione precisa. Negli anni però l’associazione si è via via incamminata su un percorso un po’ diverso puntando maggiormente sui seminari, sulla divulgazione scientifica, sull’apertura al grande pubblico tanto che il segretario nazionale del Cicap, il noto scrittore e psicologo Massimo Polidoro, da tempo si sta interrogando sulla opportunità o meno di dedicare ai temi dell’insolito e dell’occulto una serie su Youtube.

L’incedere è quello «tipico del metodo scientifico» spiega un altro referente del Cicap, Marino Franzosi, ingegnere informatico della città del Santo. Cita un aneddoto: «quando internet era ancora in embrione la nostra organizzazione ha potuto prendere vita proprio grazie alle reti e alle infrastrutture telematiche preesistenti in ambito accademico. Grazie all’Università di Padova che ci ospitava, siamo stati una delle prime realtà in Italia ad avere un sito web quando ancora non esistevano i provider».

Un campo molto “arato” è quello religioso. Nel riaffiorare delle teorie creazioniste, contrastate duramente dai sostenitori del metodo scientifico (chiamati «scientisti» dai loro detrattori), il Cicap il 6 febbraio ha partecipato in forze al Charles Darwin day di Milano durante il quale gli approfondimenti sul padre dell’evoluzionismo, sul pensiero epistemologico e sulla lotta alle fake news sono stati all’ordine del giorno. Il Cicap tuttavia ha sempre lasciato ai cugini dello Uaar, l’Unione degli atei agnostici razionalisti, il ruolo del castigamatti dei dogmi della fede.

Non poteva mancare, in quest’ultimo periodo, il dibattito sui vaccini. Il Cicap non se l’è lasciato sfuggire, ed è stato in prima fila anche qui. Franzosi si dice molto spiaciuto per la piega assunta dalla discussione in cui non si sono scissi i piani di approfondimento: «da una parte ci sono i dati scientifici», dall’altra le considerazioni politiche, quelle etiche e quelle di opportunità nonché quelle sugli inevitabili interessi economici in gioco. «Non è stato possibile discernere con dovizia» le posizioni dei sì vax, free vax e no vax. «Da cittadino, e questa è la mia posizione personale, sono convinto della bontà della pratica vaccinale. Avrei preferito fare a meno dell’obbligo, ma se gli esperti del ministero ci dicono che siamo in una situazione di grande rischio allora mi devo fidare. Ci si scandalizza giustamente se si colloca la nascita di Alessandro Manzoni nel 1200, ma in molti si vantano di non conoscere la differenza tra un batterio e un virus. Con tutti i problemi che una scarsa conoscenza in questo ambito può portare. Basti pensare al tema della farmaco-resistenza».

Franzosi parte da questo spunto per parlare delle credenze e della credulità di un’Italia che in passato, e a volte ancor oggi, era ammaliata da guaritori, indovini, veggenti, telepati, imbonitori e altri personaggi improbabili. «Oggi – sottolinea l’ingegnere – quelle credenze tendono ad abbandonare una forma popolare e ad evolversi. Gli eredi di quelle figure oggi si presentano in giacca e cravatta, organizzano convention in luoghi eleganti dedicate ad argomenti scientifici i più vari; usano un linguaggio forbito e superficialmente rigoroso». Ma per il Cicap si tratta di pseudo-scienze dietro le quali si celano credenze non vere o peggio raggiri. Anche in questo ambito il comitato è attivo da anni basti pensare alle truffe dell’acqua purificata. E quando dietro le fakenews ci sono i governi? «Quelle sono più difficili da smascherare – conclude Franzosi – perché si parte dal presupposto che chi le propala sia persona che gode di un qualche prestigio». (in foto da destra a sinistra Franzosi e Zabeo).

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