Non paga tasse da 10 anni: «sono veneto, non italiano»

Maurizio Mescalchin, artigiano edile 58enne di Galta di Vigonovo (Venezia), ha partita Iva ed emette regolari fatture. Tuttavia non versa l’Iva né le tasse, dal 2008. «Non sono cittadino italiano e non riconosco le leggi italiane. Sono veneto e come tale non ho alcuna intenzione di pagare le tasse allo Stato italiano. Anzi, è lo Stato italiano a dovermi del denaro. Mi deve dare indietro i soldi finora versati durante la mia attività lavorativa, corrispondenti a 529mila euro», afferma intervistato da Vittorino Compagno sul Gazzettino. Dal 2008, dopo avere chiuso la sua società edile e liquidato i 10 dipendenti, Mescalchin ha deciso di non versare più un centesimo allo Stato, che non riconosce. E le cartelle esattoriali finiscono nel bidone dell’immondizia.

Quando nel 2013 la Guardia di Finanza gli ha fatto visita, non li ha lasciati entrare e pertanto i finanzieri non sono stati in grado di confiscargli nulla perché non esistono documenti che attestino di possedere beni. «Non voglio morire per colpa dello Stato, come ho visto succedere a molti miei amici imprenditori che si sono suicidati – racconta Mescalchin – Fino al 2007 ho sempre pagato regolarmente le tasse, poi mi sono accorto di avere sempre sbagliato. Rivoglio indietro quei soldi. Ora vivo meglio di prima. Quando vado dal medico o in ospedale mi curano gratuitamente e nessuno mi ha mai chiesto nulla. D’altronde, se curano gratuitamente gli immigrati, perché non dovrebbero curare anche me».

(Ph. L’Aria che tira / La7)