50 anni di Avis Veneto, si festeggia grande valore del donare sangue

L’Avis regionale Veneto ha festeggiato ieri il suo cinquantesimo anno di fondazione. «Questa giornata – ha spiegato il presidente Giorgio Brunello – non è solo una celebrazione, ma un’occasione per riflettere sul grande valore del dono e ribadire che l’impegno solidale deve essere al centro dell’agire di tutti coloro che intendono impegnarsi a favore dei più fragili, gli ammalati, di chi si trova in stato di bisogno e, più in generale, a favore della comunità. L’Avis Veneta in questi 50 anni ha saputo guardare a se stessa, ma anche fuori, diventando spesso un punto di riferimento per altre regioni e realtà e questa deve continuare ad essere la sua caratteristica, pur tra nuove difficoltà e nuovi scenari».

 

Sono state tante le sfide (dalle “battaglie” con le istituzioni e i medici al Piano Sangue, al consorzio per la lavorazione del plasma, dai gemellaggi con Basilicata e Slovenia alla cooperazione internazionale, dal nuovo slancio al periodico al fondo per dare sostegno a campagne e azioni strategiche di comunicazione, alla ricerca scientifica…), tanti i cambiamenti, tante le conquiste raggiunte. Così come le difficoltà, gli scontri accesi e le nottate a discutere, perché quando l’obiettivo finale è il malato, non ci si può e non ci si deve risparmiare. Non esistono campanili, non esistono confini.

Oggi conta oltre 131 mila soci, una media di 600 donatori che donano ogni giorno nei Centri trasfusionali e nei Centri di raccolta, in ogni angolo del Veneto, una media di 220 mila donazioni all’anno, 6 sedi provinciali, oltre 300 sedi comunali e il contributo dell’Abvs (Associazione bellunese donatori sangue) affiliata con i suoi oltre 6 mila soci.

 

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Ph: Facebook Avis Regionale Veneto

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