Popolo della Famiglia, Damiano: «ideologia gender è nazista»

Il candidato del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, Lorenzo Damiano, risponde alle critiche dopo l’annuncio di venerdì scorso di voler bruciare in piazza a Treviso i libri gender, a suo dire ingiustamente imposti nelle scuole da Unesco e Onu. L’ex candidato sindaco di Conegliano (Tv), da New York, si era appellato anche a Trump e Putin. «Vi è un’enorme differenza tra i roghi di libri dei nazisti di ieri e un provocatorio falò di libri gender oggi –  sostiene Damiano in un comunicato -. Nella loro scientifica criminale follia i nazisti bruciavano delle opere che erano la tradizione, la cultura, l‘identità di un popolo. Se privi una persona delle sue radici, della sua storia, la rendi un “numero“, un individuo isolato senza appartenenza, e questo i nazisti lo sapevano. I libri gender non sono né tradizione, né cultura, né storia, né identità. Come ha ribadito Papa Francesco sono uno sbaglio della mente umana che mina il sano sviluppo psico-fisico dei più piccoli».

Il fine di questa ideologia è chiaro: «c’è un pericolo molto più subdolo di un ipotetico e scenografico rogo ed è quello che sta mettendo in pratica l’ideologia gender attraverso i suoi “soldatini”: se sostituiamo nelle scuole scrittori quali Dante o Manzoni a scrittori moderni che magari descrivono una fellatio tra ragazzi che perfino la Procura della Repubblica ha ritenuto “educativa”, idonea per essere letta nelle scuole a ragazzi minorenni, é poi lecito chiedersi come faranno i nostri giovani a comprendere l’amor patrio, la cultura del lavoro, del rispetto, della famiglia e della vita se non sanno nemmeno più capire la differenza tra essere uomo e essere donna. Queste ideologie inculcate nei più giovani (e “ricettivi”) rendono gli adulti di domani privi di appartenenza, ugualmente senza storia, ugualmente dei numeri privi di identità come facevano in quella Germania. Chi sono, dunque, i nazisti oggi?!». Il rogo dei libri gender, comunque, non ci sarà. «Ribadisco che si è trattata di una provocazione per far venire a galla l’ideologia del gender che la cultura di sinistra tenta di inculcare nelle menti dei nostri ragazzi e  contemporaneamente di nascondere. Invece esiste eccome. Una volta in Parlamento – conclude Damiano – faremo in modo di bloccare la vendita di questi libri sul mercato che se non altro dovrebbero essere vietati ai minori di 18 anni. I nostri bambini devono crescere in pace, nessuno deve permettersi di toccarli con un dito».

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