Colpo di coda invernale, sfiorati i -40 nel Vicentino

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Solo ieri il sindaco di Vicenza aveva lanciato il preallarme per il «freddo eccezionale» previsto nei prossimi giorni. Ma sembra che già nella notte l’inverno abbia dato il suo colpo di coda. La centralina dell’Arpav, infatti, sta registrando temperature da brivido in alcune località venete. In particolare, nella notte del 15 febbraio, Campoluzzo, località dell’Altopiano, è stata incoronata “luogo più freddo d’Italia” con una temperatura che ha toccato i -39.9 gradi.

Arpav spiega il motivo di queste temperature così rigide che vengono a crearsi in alcune zone della montagna veneta. Questo microclima è caratterizzato, oltre che dalle temperature estreme nel periodo invernale, anche da altri aspetti peculiari, quali la fortissima inversione termica notturna (anche 1 °C al metro), i forti sbalzi termici durante le ore notturne qualora il vento entri nella depressione (fino a 30 °C nel giro di mezz’ora) e l’escursione termica giornaliera tipica delle zone desertiche (anche 40 °C fra la notte ed il giorno).

Le temperature minime particolarmente basse sono da attribuire alla forte e continua perdita di calore del terreno o del manto nevoso, accentuata dall’assenza di vento che si verifica spesso sul fondo di queste conche, che grazie alla loro forma trattengono poi il freddo, soprattutto sul loro fondo. Un ruolo importante è poi assunto dalla capacità di perdere calore verso lo spazio in tutte le direzioni, essendo posizionate di solito su altopiani, senza rilievi o pendii montani vicini.

Questo microclima però si manifesta solo nelle ore notturne e solo in condizioni di cielo sereno e di vento debole. Nelle ore diurne o con tempo nuvoloso o ventoso i valori termici di queste conche sono simili a quelli delle zone limitrofe. Tale monitoraggio assume pertanto un carattere squisitamente scientifico ed i valori misurati in queste depressioni non rappresentano il territorio circostante, dato che basta salire sul bordo di una di esse per avere temperature 20 o 30 °C più alte.

Fra i siti più interessanti, in relazione anche all’altitudine non particolarmente elevata, c’è proprio la Dolina Campoluzzo di cui parlavamo prima, posta ad un’altitudine di 1768 m, sulla parte più settentrionale dell’Altopiano dei Sette Comuni, non distante dal Monte Ortigara. Nella Dolina Campoluzzo si misurano basse temperature anche nelle notti in piena estate, quando si scende frequentemente qualche grado sotto lo zero.

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