Mobilità a Padova, lettera aperta a Lorenzoni

Dopo otto mesi di mandato, i buoni propositi del leader di Coalizione Civica restano sulla carta. È ora di ascoltare i consiglieri. E non solo quelli arancioni

Caro professor Arturo Lorenzoni,

otto mesi fa ilsindaco di Padova Sergio Giordani, snaturando la coalizione che rappresenta, per non gettare alle ortiche il grande consenso che Lei aveva ottenuto con Coalizione Civica e la lista civica Lorenzoni Sindaco (chissà come sarebbe andata senza apparentamento…) Le diede la possibilità di partecipare alla nuova vita amministrativa da protagonista. Giordani riservò per Lei l’incarico di vicesindaco, poi assecondò le Sue pretese: un Suo fedelissimo alla presidenza del Consiglio comunale, assessorati e deleghe importanti, quali l’ambiente, mobilità ed il sociale, ed un equilibrio praticamente perfetto all’interno del parlamento municipale.

Ha organizzato il Suo staff con tre segretarie ed un addetto stampa, caso unico e raro per un vicesindaco. Poi proprio come un professore si è investito del ruolo, è salito in cattedra e ci ha proposto un nuovo modello teorico di politica cittadina basato sulla partecipazione, dialogo e scelte condivise. Nuova linfa, bisogna darLe atto, per i cittadini padovani turbati e traumatizzati dall’esperienza Bitonci.

Sono cominciate dunque le Sue lezioni inerenti la mobilità, dove ci ha fatto prendere coscienza del grave problema dell’inquinamento dell’aria e ci ha fatto imparare un nuovo termine, “mobilità sostenibile”, un metodo basato in gran parte sull’utilizzo delle biciclette e dei mezzi pubblici, utile e necessario per risolvere il problema della pessima aria che i padovani respirano. Bike sharing, mezzi di teleferica, utilizzo della rete ferroviaria per la metropolitana di superficie, rivoluzione dei sensi unici, nuove linee di tram e di interconnessione tra i mezzi pubblici. Lezioni degne di una metropoli, forse troppo per una città come Padova, ma da diligenti studenti i cittadini hanno sempre ascoltato le Sue parole, preso appunti, e sono rimasti quasi a bocca aperta pensando di avere di fronte l’illuminato.

Oggi dopo otto mesi di mandato, gli occhi ci fanno vedere che per combattere l’inquinamento i padovani sono costretti ad affidarsi a Giove Pluvio più che ai provvedimenti presi, che constano nelle domeniche ecologiche, da nessuno rispettate, ed un semaforo che blocca gli euro 3 quando si sfora il limite. La provvida ventura invece è la guida per la mobilità sostenibile, rappresentata dal grande progetto della linea tram, di cui, a due mesi dalla scadenza per la presentazione del crono programma, a tutt’oggi non si vede un percorso certo, non un mezzo, non è cominciato il coinvolgimento dei cittadini e soprattutto non si sa nè quanti e nè come reperire i soldi che servono, oltre al finanziamento statale, per completare l’opera. Il resto della mobilità sostenibile è rimasto nei libri.

Basterebbe poco, professore: scendere dalla cattedra, aprire la finestra del Suo studio in Comune, ascoltare veramente tutti i consiglieri comunali e non solo quelli colorati di arancione e rendersi conto che la sede del Comune dove prendere le decisioni è a Palazzo Moroni, non nei luoghi di ritrovo del Suo movimento oppure all’interno di certi studi che non sono di certo in via Otto Febbraio.

Tags: , , ,

Leggi anche questo